LATINA – Continua la querelle tra commercianti del Centro Storico e amministrazione Coletta sulla vicenda della mancata presentazione del progetto sulle reti d’impresa. Un bando regionale che avrebbe potuto dare di certo respiro al centro e alla ztl durante i giorni feriali. Ora gli esponenti dell’associazione dei commercianti sono pronti a rivolgersi al Prefetto per avere soddisfazione nella loro richiesta di accesso agli atti che finora è staga del tutto disattesa dall’amministrazione comunale.
“In riferimento al Bando della Regione Lazio sulle ‘Reti di impresa tra attività economiche su strada’ – scrivono i commercianti del Centro Storico – (quello delle 100.000 noccioline come definito dallo “statista” Presidente della Commissione Cultura del Comune di Latina) c’è una storia parallela a quella della presentazione dei progetti da parte del Comune di Latina nei tempi utili ed è quella del nostro progetto “Latina Centro” che, ritenuto valido in data 14/11/2016 dalla Giunta del Comune di Latina, ha subito una revoca di delibera dalla stessa Giunta il giorno 15/11/2016. Giunta convocata “a voce” vista l’urgenza di impedire al nostro progetto di essere giudicato in Regione.
In data 28 novembre 2016 la nostra Associazione, ai sensi della legge 241/90, ha richiesto di accedere agli atti che hanno portato alla esclusione del nostro progetto.
Dal momento che la richiesta di accesso agli atti non è stata evasa nei termini di legge, in data 19 gennaio 2017, abbiamo fatto ricorso alla attivazione del potere sostitutivo presso la Segreteria Generale del Comune di Latina.
Ora, pur essendo abbondantemente scaduti i termini di legge per ricevere i documenti richiesti, nè l’Amministrazione comunale, nè la Segreteria Generale ci ha ancora fornito alcuna documentazione a riguardo, per cui in data odierna abbiamo fatto richiesta di incontro al Prefetto di Latina nella speranza che un Suo intervento possa permetterci di ottenere i documenti che per legge ci spettano.
Un ultimo tentativo, il nostro, prima di essere costretti a rivolgerci al TAR del Lazio per ottenere giustizia.
Resta comunque l’amarezza derivante dalla continua discriminazione da parte dell’Amministrazione Comunale nei confronti della nostra Associazione, degli oltre 110 imprenditori che rappresentiamo e dei più elementari criteri di trasparenza: dalla CASA DI VETRO promessa in campagna elettorale AL MURO DI GOMMA della realtà quotidiana il passo è stato purtroppo brevissimo”.
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