Ad Anzio e Nettuno altri tre mesi di tempo per verificare su eventuali infiltrazioni mafiose

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Altri tre mesi per le Commissioni d’Accesso insidiate negli Uffici comunali di Anzio e Nettuno per fare chiarezza sulle possibili infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni dei due comuni rivieraschi del litorale sud-romano.
Le Commissioni, composte rispettivamente da un Commissario della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, stanno lavorando nei comuni e a tre mesi dalla loro nomina, lo scorso 18 febbraio a seguito dell’operazione Tritone, hanno chiesto altri tre mesi di tempo per fare chiarezza su gare, appalti, demanio e quant’altro possa comprovare una qualche infiltrazione criminale nella Pubblica Amministrazione. La decisione di allungare i tempi era nell’aria, vista l’enorme mole di documentazione richiesta dai Commissari anche di recente, che fa presagire la necessità di un’attenta analisi ancora in corso e non di un imminente decisione. Ora il termine per stabilire il futuro delle due Amministrazioni si è spostato a fine estate.
Attualmente, nessun politico, dirigente o persone vicine alla Pubblica Amministrazione sono indagate, ma continua il lavoro della commissione che ha fatto accesso anche ad atti precedenti al 2018, arrivando in alcuni casi ad attingere a concessioni del 2016. Si vuole scavare a fondo prima di prendere una decsione drastica. Intanto al comune di Nettuno è crisi dopo le dimissioni del sindaco e si va verso lo scioglimento anticipato della consiliatura, salvo ricuciture entro i 20 giorni fissati dalla legge. Ma questa ipotesi appare molto difficile.


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