Santa Marta, Colombia 9 aprile 2025 – Ucciso e tagliato a pezzi, testa e braccia mozzate chiuse in una valigia gettata da un ponte presso lo stadio della città colombiana di Santa Marta e il tronco in una busta di plastica gettata in un fiume. Alessandro Coatti, 42 anni, nato a Portamaggiore in provincia di Ferrara era giunto in Sudamerica per effettuare degli studi naturalistici per conto della Royal Society di Bologna, l’ente dell’Università di Bologna convenzionato con la Royal Society of Chemistry di Londra, una delle più antiche associazioni culturali e scientifiche d’Inghilterra, fondata nel 1606, che si occupa di finanziare le pubblicazioni sulle riviste open space. Laureato nel 2005 col massimo dei voti all’università Normale di Pisa in neurobiologia molecolare, si trasferisce a Londra nel 2017 dove inizia a lavorare per la Royal Society. Giunto in Colombia il 28 marzo, ha fatto perdere le sue tracce il 4 aprile, pochi giorni prima alcune testimonianze riportano di aver avvistato nelle sue vicinanze due loschi figuri con una valigia. Venerdì 4 aprile Coatti doveva recarsi a fare delle ricerche in un parco naturale, poi la macabra scoperta. A riconoscerlo è stato il braccialetto di riconoscimento ancora legato al polso dell’ostello in cui pernottava. Il caso ha sollevato ampio eco nell’opinione pubblica colombiana, il sindaco di Santa Marta ha addirittura messo una taglia di 10 mila euro per chiunque riesca solo ad avere notizie degli autori dell’omicidio e ha dichiarato di voler rendere giustizia su quanto accaduto su tutti i media nazionali. Anche il ministero degli esteri italiano si sta attivando e sta valutando se aprire un’inchiesta. Nel frattempo è enorme il dolore e lo sgomento di amici, parenti e colleghi per questa terribile e inspiegabile tragedia. Riportiamo le parole del giornalista e scrittore Lorenzo Tosa: “La sua è una storia e una fine terribile anche solo da raccontare. Ma nessuno dica che “se l’è andata a cercare”, come già si legge in molti, troppi commenti. Alessandro ha vissuto la sua vita fino in fondo, seguito la sua strada e inseguito i suoi sogni. L’unica cosa che ha senso ora è un pensiero a lui e alla sua famiglia in questo momento di strazio e dolore. Con l’augurio che abbiano verità e giustizia”.
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