Dopo l’anteprima nazionale presentata con vivissimo successo alla 61^ Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro nello scorso mese di giugno, uscirà nelle sale italiane il prossimo 27 novembre il film “Il primo figlio”, opera prima nella regia di un lungometraggio di Mara Fondacaro, l’enfant prodige della cinematografia italiana, autrice anche del soggetto e della sceneggiatura.
La stessa storia con la quale l’emergente regista napoletana, nell’autunno 2023, aveva trionfato nella prima edizione del Premio SIAE Cinema per giovani sceneggiatori nell’ambito della Festa del Cinema di Roma.
La trama de “Il primo figlio” ruota attorno alla figura di Ada (Benedetta Cimatti, nota per il ruolo di Donna Rachele Mussolini in “M – Il figlio del secolo”), una docente di filosofia incinta, che insieme al compagno Rino (Simone Liberati) si trasferisce in una villa immersa nella natura e comincia a preparare la stanza per il bimbo che verrà. Per la coppia è il secondo figlio, dopo che il primo, Andrea, è tragicamente morto qualche anno prima. Ada sembra aver superato il trauma, ma le ultime settimane di gravidanza la riportano al ricordo del figlio perduto e poco alla volta la fanno scivolare in uno stato di paranoia e terrore. Ada si convince che Andrea è tornato e che è venuto per impedire la nascita di un altro bambino. Sempre più scollegata dalla realtà, Ada mette in pericolo la propria vita e quella che porta dentro.
Un argomento. scottante e complesso allo stesso tempo, che la giovane cineasta partenopea riesce ad affrontare e rendere con rara efficacia, descrivendo lentamente, segmento su segmento, la parabola del malessere che inesorabilmente matura e che pian piano s’impossessa della protagonista, ormai alle soglie del parto. Una sequenza d’immagini, di voci, di suoni e di silenzi che suscitano un’atmosfera di tensione e sottintendono scenari imprevedibili, lasciando lo spettatore col fiato sospeso. Il racconto di un dramma psicologico che, fotogramma dopo fotogramma, si arricchisce di suspense fino ad invadere, all’epilogo, il campo del genere horror. Quel tocco di soprannaturale che non guasta, ad aggiungere nuovi motivi atti a trascinare il pubblico alla visione del film.
Un lavoro di sicuro pregio quello realizzato, alla sua prima prova da sovrana del set, da Mara Fondacaro. Una ragazza che, animata da una passione senza confini, è riuscita a farsi largo in un settore ad alta concorrenzialità, come quello della cinematografia, grazie alla sua energia, alla sua determinazione, al suo indiscusso talento. Nei suoi orizzonti s’intravedono red carpet sempre più prestigiosi.
Ricordiamo che la 31enne Mara ha già al suo attivo importanti esperienze nell’ambito della settima arte. Da citare, tra le altre, le sceneggiature del film “La parrucchiera (2017), del corto “Le variabili dipendenti”, presentato nel 2022 al Festival del Cinema di Berlino e vincitore nel 2023 del David di Donatello per il miglior cortometraggio, e nel 2025 de “La salita”, il lungometraggio d’esordio alla regia di Massimiliano Gallo, presentato alle Giornate degli Autori all’82ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
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