Fra due mesi saranno 10 anni dalla morte di Sergio Ban,il pittore della leggerezza,della dolcezza,dell’accoglienza. Sergio era timido e discreto. Se ne andò in punta di piedi, così come era venuto dalla sua terra lontana.Il figlio Eros oggi lo vuole ricordare con una sua poesia e noi siamo felici di pubblicarla, proprio nel giorno della Pasqua,che vuol dire la vittoria della vita sulla morte. Fino a giugno seguiranno altri ricordi e noi lo accompagneremo sino al decennale della scomparsa. Sergio,un figlio della nostra terra, un pittore straordinario che rimarrà nella mente e nel cuore di coloro che lo conobbero ed anche di coloro che lo hanno solo apprezzato come artista. Ora,in un momento buio per la vita di tutti, l’arte ci aiuta alla riflessione e a superare meglio le tristezze e le paure, quell’arte che proprio Sergio Ban ha ben rappresentato con le sue opere così belle,così ricche di significato.

 

• Identità ritrovata.

• Fiume, oggi Croazia, mio padre è nato là il 22 giugno 1948.

• La guerra mondiale era finita da poco, ma non erano finite le

sofferenze degli uomini.

• Ancora piccolo bambino fu profugo con i genitori e con decine

di migliaia di altri cittadini della Venezia Giulia.

• Identità ritrovata.

• Prima il campo profughi, poi il Villaggio Trieste.

• Latina e il suo territorio sono stati la sua nuova patria.

• Un filo conduttore fu l’arte del nonno Giovanni, ebanista.

• Poi gli studi all’Istituto d’Arte di Velletri e all’Accademia di Belle

Arti di Roma.

• Identità ritrovata.

• Nella sua arte ha usato le forme espressive più varie e i

materiali più diversi.

• Sempre in relazione con gli altri, artisti e non, con le

esperienze di Grafica Blu, il Melograno, i gruppi di base degli

anni ’80.

• Identità ritrovata.

• Ha amato questa terra.

• L’ha esplorata con piacere.

• È stato curioso di tutto: natura, umanità, storia, arte.

• Quello che ha appreso l’ha elaborato e restituito nelle sue

opere.

• Identità acerba la nostra.

• Possa la storia di mio padre, profugo bambino, essere un

invito all’accoglienza.

Eros Ban


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