Basket amarcord, il talent scout Luciano Marinelli scopriva talenti

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Nella palla a spicchi la professione di talent scout è di enorme importanza per ogni club. Girare i campi di ogni categoria alla ricerca di giovani e promettenti talenti faceva parte del mio Dna, guai a mettere da parte nel roster un giocatore alto due metri.
Ricordo la presenza del professor Nello Paratore direttore tecnico a Latina nell’estate del 1981, aveva allenato la nazionale azzurra in due Olimpiadi con eccellenti risultati poi si mise in luce sulla panca della Lazio, un guru della palla a spicchi.
Era bravo a far crescere i pivot, li scopriva in ogni angolo. Un dirigente del Latina gli disse: “ Professore, abbiamo un ragazzo alto 2.05 ma è proprio scarso”. Scontata la risposta di Paratore: “Lo convochi immediatamente, lo faccia venire senza perder tempo”.
Un mio idolo a Correggio, il tiratore Nazareno Benati, andò a provare nel 1962 con la Virtus Bologna di Calebotta e Pellanera, i petroniani non perdevano occasioni di crescita reclutando nelle periferie .
Masselli e Masoni si trasferirono ad Aprilia da Correggio, giocarono un periodo al Cral Simmenthal con coach Luciano Marinelli che li arruolò immediatamente, da fine intenditore.
L’avvocato per antonomasia del basket pontino aveva fiuto, guardò giocare i due “gemelli del ciuff” nella palestra coperta con parquet del bellissimo Cral Simmenthal di Aprilia, rimase stupito dalla bontà dei fondamentali individuali. Purtroppo per lui, lasciarono dopo pochi mesi la provincia di Latina per tornare al paese di origine.
Zaccarelli – mio amicone e compagno di scuola – fu tesserato dalla Forst Cantù che arrivò allo scudetto.
Poi fu la volta della mia ammirazione della mano caldissima di Rustichelli e di Gualdi che giocava con una sola mano, dopo un grave infortunio sul lavoro in un panificio.
A Reggio Emilia hanno sempre mangiato pane e basket, tanto da arrivare ad ingaggiare il mitico Bob Morse – negli anni Ottanta – grazie all’intuizione del presidente Enrico Prandi, per anni alla testa del Panathlon International, il mio amato club di servizio.
La Reggiana, dopo aver assaporato la serie A del calcio, non è quella di una volta, il basket fa da padrone. Adesso sono molto ambiziosi in A1 con la nuova sigla Unahotels sulle maglie.
Le sorprese sono all’ordine del giorno per un team che ha raggiunto i quarti di finale nella Basketball Champion League.


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.