Celebrata anche a Latina la giornata internazionale contro l’omofobia

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Grande festa ieri pomeriggio nella sede ARCIGAY di Latina, dove si sono incontrati tanti ragazzi e ragazze  per celebrare la giornata internazionale contro l’omofobia che ricorre il 17 maggio in ricordo della data in cui l’Oms definì per la prima volta nella storia l’omosessualità come “una variante naturale del comportamento umano”.

In questo modo, terminarono i trattamenti medici e psichiatrici per curare l’omosessualità. Molto è stato fatto, in questi anni, contro ogni forma di intolleranza e discriminazione basata sull’identità di genere ma nonostante ciò sono ancora 72 i paesi nel mondo che sanzionano penalmente l’orientamento sessuale.

L’Italia, nell’ottobre 2017 è entrata a far parte del “Core Group LGBTI”, un gruppo interregionale di Paesi e organizzazioni, per promuovere i temi della lotta alla discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e della tutela dei diritti delle persone LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) in ambito Onu.

L’Italia inoltre supporta attivamente la Dichiarazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite su “diritti umani, orientamento sessuale e identità di genere” del 2008 ed è parte dell’Equal Rights Coalition, piattaforma di cooperazione tra Paesi che mira allo scambio di informazioni e buone pratiche e al coordinamento dell’azione globale in tema di diritti LGBTI, nonché partner del Global Equality Fund, fondo intergovernativo che si propone di finanziare progetti a tutela delle persone LGBTI.

Il 17 maggio 1990, l’assemblea generale dell’Organizzazione mondiale della sanità stabilì che l’omosessualità non è una malattia, cancellandola dalla lista delle patologie mentali.
Nota in tutto il mondo come IDAHOBIT (“International Day against Homophobia, Biphobia, Intersexism and Transphobia”), la giornata internazionale per contrastare il fenomeno dell’omofobia, della lesbofobia, della bifobia, dell’intersex e transfobia si celebra ogni 17 maggio dal 2005.
Questa storica data è stata riconosciuta dall’Unione Europea con la risoluzione del Parlamento europeo del 26 aprile 2007. Nonostante questo l’omosessualità è ancora criminalizzata e punita con la pena di morte o con il carcere a vita in settantadue Paesi, mentre le persone omosessuali e trans continuano a essere oggetto di crimini e parole d’odio, violenze e aggressioni talora mortali, spesso discriminate nel lavoro e nei sistemi d’istruzione.

 


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