
Ogni 25 novembre ricordiamo le donne vittime di femminicidio, ma fermarsi ai numeri non basta: dietro ogni statistica ci sono vite spezzate, famiglie segnate e una società che ancora fatica a comprendere la portata del problema.
La violenza contro le donne non è un fatto isolato: è un fenomeno strutturale, radicato in una cultura patriarcale che dobbiamo contrastare con impegno costante.
È fondamentale rafforzare la protezione delle vittime e migliorare la preparazione di chi è chiamato a intervenire, dai Comandi di Polizia e Carabinieri alle associazioni che si occupano del tema.
Significa anche responsabilizzare chi assiste a episodi di violenza, affinché segnali il pericolo e rompa il silenzio, diventando parte attiva nella prevenzione e nella tutela delle vittime.
Preoccupa inoltre la diffusione della violenza tra i giovani, segno che il patriarcato continua a influenzare le relazioni e che educazione, rispetto e consapevolezza devono iniziare fin dall’adolescenza.
La lotta contro la violenza di genere non può essere episodica.
Ci riguarda tutti: cittadini, istituzioni, politica.
Solo con impegno quotidiano, formazione, coscienza civile e collaborazione possiamo costruire una società più giusta, sicura e rispettosa dei diritti di tutti.”
Ferdinando Tripodi
Presidente APS Diritti e Legalità
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