LATINA- Da notizie di stampa, Codici deve apprendere che già a partire dal 1° gennaio 2020 i cittadini di Latina stanno sopportando un notevole aumento del costo dei biglietti per le corse del Trasporto Pubblico Locale.

Ciò appare del tutto incomprensibile alla luce della qualità del servizio, che non ha apportato significativi benefici agli utenti rispetto alla gestione precedente e che, invece, in base alle aspettative doveva comportare una vera e propria rivoluzione nel servizio.

Sono sotto gli occhi di tutti, invece, i disagi provocati da corse che rendono ugualmente lungo come prima il tempo del percorso tra Latina e la Stazione Ferroviaria e viceversa, tanto da costringere ancora numerosissimi cittadini a servirsi della propria autovettura per recarsi allo Scalo ferroviario e per far ritorno alle proprie abitazioni come testimoniano chiaramente le innumerevoli automobili che occupano tutti i parcheggi posti nelle prossimità della Stazione.

Il maggior numero di biglietti venduti, a parere di Codici, non corrisponde ad un aumentato numero di utenti, bensì alla condivisibile maggior attenzione a contrastare il fenomeno degli abusivi, cioè di coloro che usufruivano del servizio di trasporto senza pagare il biglietto.

Il maggior introito ricavato dalla vendita dei ticsizione, prendendo almeno per una volta le difese dei propri cittadini amministrati.ket, rende ancor più incomprensibile l’aumento del 50% del biglietto di corsa ordinaria, persino superando percentualmente di molto il costo del trasporto pubblico di Roma, dove, a fronte del prezzo di 1 euro e 50 centesimi, si può viaggiare per 90 minuti su più mezzi, compresa una corsa in metropolitana.

Nonostante tutto, da quanto si apprende, i componenti della Commissione Trasporti hanno dato il loro benestare ad un aumento, giustificato con l’efficientamento di un servizio iniziato solamente poco più di un anno e mezzo fa e prima ancora che la maggior efficienza sia stata resa percepibile agli utenti. Quindi si consente che si faccia impresa grazie ai soldi dei cittadini e non con l’impiego di quelli dell’imprenditore.

Infine, Codici deve evidenziare che, a distanza di poco tempo dalla sottoscrizione del Protocollo d’intesa con il comune, finalizzato alla verifica dei servizi affidati a soggetti esterni al Comune ed al monitoraggio della loro qualità, il Comune già inizia a violare gli impegni appena assunti con le Associazioni di tutela dei consumatori, non coinvolgendole in questo tipo di scelte, come prevede molto chiaramente la L. 244/2007, proprio oggetto di tale Protocollo.

Tuttavia, ciò non ci sorprende affatto, perché ne avevamo già sentore!

Codici auspica che l’Ente concedente voglia riesaminare la sua posizione.

 


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