
DIARIO CLINICO – QUANDO LA MINISTRA BINDI HA ELIMINATO L’AIUTO OSPEDALIERO
Il popolo italiano ancora ringrazia la ministra Rosy Bindi, che ha ricoperto l’incarico di ministro della Sanità dal 1996 al 2000, che è stata la protagonista dell’abolizione dell’Aiuto Ospedaliero e dell’abolizione della gerarchia in ospedale.
Quando viaggio in aereo mi chiedo sempre come sia stato formato ed istruito il pilota dell’aereo. Così come mi faccio domande su come si diventa comandante della nave oppure su come si impara a condurre il treno. Come cittadino mi chiedo come è stato selezionato il comandante della caserma dei Carabinieri oppure della Questura. Mi pongo sempre domande sulle persone che rivestono posti di comando. Mi domando come si selezionano e si scelgono i dirigenti del personale che è al servizio di una moltitudine di persone. Nell’Ospedale italiano invece non si sa chi comanda. Il controllo non è tecnico come il pilota d’aereo. Il comando è estraneo alla medicina e alla chirurgia, il controllo della salute è esterno, affidato ad una gestione politica. Il politico dichiara al telegiornale “la sanità è la mia priorità”. Ma non viene intervistato il Professore universitario oppure il Primario ospedaliero. Viene intervistato il politico. Poi scopriamo che c’è il grande problema della “fuga dagli ospedali”. Ci sono dei motivi, ma nessuno li dice.
C’erano una volta, nelle Università di Medicina, i Professori. Essi godevano di un prestigio personale che derivava dall’indiscusso talento di diagnosi e di cura delle malattie. I Professori erano anche formatori di stile e di carattere dei medici. Essi continuavano la educazione civile e morale che i genitori avevano iniziato nelle famiglie. La formazione umana era importante perché confermava la retorica popolare del “medico è una missione”. Il 1968 ha sconvolto il mondo Universitario. Sotto la guida di un ben precisato partito politico è avvenuta una rivoluzione. Il sistema del Professori è stato raso al suolo. Lo spazio dedicato alla educazione e alla formazione è stato considerato un sistema di antichi valori borghesi, retorici e inaccettabili. La rivoluzione ha moltiplicato i professori che sono diventati decine: ordinari, associati, aggregati, a contratto, ecc. Aboliti i vecchi Professori che selezionavano i medici, sceglievano i propri eredi nel posto di cattedratico e sceglievano i medici per gli altri i posti di primario ospedaliero. La Medicina e la Chirurgia non prevedono più il fattore umano della retorica del “medico è una missione”. La Medicina è diventata Sanità e la professione si esercita “inquadrati” in un contratto e in un Servizio. L’istruzione e la formazione professionale sono divenute nozioni meccaniche e tecniche. La selezione dei medici si fa con un test con le crocette. La professione si fa sul computer. Adesso il paziente che cerca un medico trova la gestione amministrativa e burocratica del CUP organizzato dalla Sanità delle Regioni. Anticamente negli Ospedali il Primario veniva selezionato come il pilota dell’aereo, come il capitano della nave. Era un comandante che garantiva la qualità della diagnosi e della cura. Il prevalere dell’ideologia materialistica ha fatto in modo che adesso non è una persona che deve assicurare l’assistenza, ma un Servizio. La ministra Rosy Bindi, che ha ricoperto l’incarico di ministro della sanità dal 1996 al 2000 ha contribuito in maniera sostanziale al combiamento dell’Ospedale italiano. Negli Ospedali di una volta c’era una gerarchia e una crescente assunzione di responsabilità. Nell’ospedale dopo il Primario c’erano gli Aiuti Ospedalieri. Essi erano figure intermedie tra il Primario e i medici assistenti inesperti e più giovani. In assenza del Primario, già assillato dalle incombenze amministrative, gestionali e di bilancio, gli Aiuti erano presenti in corsia. Gli Aiuti erano responsabili del funzionamento del Reparto e completavano sul campo la formazione dettata dal Primario. Era un ruolo importante perché occorreva avere vinto il concorso per Aiuto per poter partecipare ai concorsi per divenire Primario. L’abolizione dell’Aiuto ospedaliero è stata una scelta politica e demagogica di uguaglianza indiscriminata e di massificazione. La massificazione di tutti i medici in un’unica enorme mandria di personale non differenziato ha consentito di poter nominare chiunque per il posto di Primario. La Politica ha detto al Manager politico: “da adesso puoi nominare Primario chiunque ti pare e ti piace, purché sia della nostra parte, purché faccia ciò che vogliamo”. Il Manager politico ha subito approfittato dell’abolizione dell’Aiuto e della necessità del titolo di Aiuto per divenire Primario.
La selezione, il merito, la voglia di studiare è stata abolita per legge. L’entusiasmo, la spinta emotiva e la motivazione all’impegno professionale in corsia è venuto meno a seguito del mancato riconoscimento gerarchico ed economico. Quando manca l’autorità gerarchica ben definita, la responsabilità è di tutti e di nessuno. Adesso la responsabilità medica cambia ogni otto ore, cioè quanto dura un turno di guardia. I medici sono responsabili solo per quel turno ospedaliero, sancito dal timbro del cartellino. L’impegno professionale si è ridotto alla speranza che in quel lasso di tempo, non succedano “casini, complicanze, emorragie, paziente morto”. La scaramanzia e la superstizione dello “speriamo di fare un turno tranquillo”, hanno preso il posto della scienza medica e chirurgica.
Il popolo italiano ancora ringrazia la ministra Rosy Bindi, che ha ricoperto l’incarico di ministro della Sanità dal 1996 al 2000, la protagonista dell’abolizione dell’Aiuto Ospedaliero e dell’abolizione della gerarchia in ospedale.
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