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Elisabetta Catalanotto: Una donna vulcanica alle prossime regionali in Toscana

Cinquantuno anni, due figli, una carriera da responsabile amministrativo e informatico, un’importante esperienza in
politica e tanta, tantissima, voglia di agire: Elisabetta Catalanotto ha deciso di affrontare questa nuova sfida perché ha
molte cose da dire, un sacco di progetti in tasca e non ha intenzione di rimanere ferma dopo aver trovato un contesto
a lei congeniale, Sinistra Civica Ecologista, nei cui progetti si inserisce pienamente e che ritiene essere il partito ideale
per rispecchiare quella che è, e che dovrebbe diventare, la sinistra. “L’appoggio a Giani è nato da due esigenze, la
prima è quella di combattere la destra, noi di Sinistra Civica Ecologista possiamo fare la differenza, la seconda è quella
di portare avanti il nostro programma, con i punti comuni ma anche con i temi per cui abbiamo idee molto diverse da
quelle delle altre liste, chiediamo agli elettori di votarci per questo programma e su questo punteremo, anche facendo
opposizione dall’interno”.

Catalanotto non ha paura di difendere le proprie convinzioni e di assumere posizioni anche dure, ha imparato a farlo
già durante la sua esperienza in consiglio comunale a San Miniato, dove ha sempre combattuto le proprie battaglie
senza lasciarsi frenare dal rischio di creare inimicizie attorno a sé.
Alla domanda “Perché votare Sinistra Civica Ecologista?” risponde con convinzione: “Perché racchiude tanti principi e
tanti valori, primo tra tutti l’importanza dell’ambiente, la natura per noi viene prima di tutto, insieme alla salvaguardia
dell’ecosistema, per la quale è necessario fare anche scelte pesanti”. A tal proposito porta ad esempio Chianni,
dichiarandosi in totale disaccordo con l’idea di realizzare una discarica e al suo contestuale utilizzo per lo smaltimento
dell’amianto, “Sarebbe una bomba a orologeria, siamo assolutamente contrari, specialmente pensando alle
alternative, alla possibilità di inertizzare piuttosto che interrare, e al fatto che una comunità come quella di Chianni
non sia stata chiamata ad esprimersi in merito a una questione così delicata.”

Un altro tema di cui si è fatta carico è quello dei pazienti invisibili, “La fibromialgia è una malattia per cui dobbiamo
davvero parlare di pazienti invisibili, riconosciuta dall’OMS, in Italia nella pratica non è ancora considerata come una
afflizione invalidante, anche dal punto di vista sociale, su questo ci battiamo da anni e adesso, avendo maggior
visibilità in qualità di candidata, ho intenzione di continuare a insistere, lo stesso vale per altre patologie, come il
lipoedema e per situazioni molto difficili, tra cui tengo a ricordare l’insufficiente sostegno fornito alle famiglie con figli
autistici.”

Alle parole sono seguite le azioni: lunedì 7 settembre Catalanotto ha consegnato al ministro Speranza una lettera,
accompagnata da messaggi provenienti da associazioni delle quali si è fatta portavoce, affinché vengano riconosciuti
diritti e dignità anche ai pazienti invisibili.
Non senza dover affrontare importanti criticità, si è interessata anche alla lotta contro la violenza sulle donne, grazie a
petizioni e raccolte firme, alle problematiche legate all’immigrazione, negli anni 90 ha insegnato la lingua italiana a
giovani desiderosi di integrarsi, e alla battaglia contro il bullismo, con il sostegno a iniziative quali l’insegnamento del
teatro allo scopo di aiutare i bambini a coltivare la propria autostima, anche qui in prima persona, seguendo corsi di
metodologia per l’insegnamento della recitazione. “Seguendo questi corsi ho imparato quanto il teatro può aiutare un
bambino; introdurre nelle scuole questi elementi, promuovere la cultura e l’arte, cambiare la mentalità e dare gli
strumenti giusti per comprendere che i benefici effettivamente arriveranno, anche se non nell’immediato, può
cambiare le cose in molti sensi.”

Sull’istruzione punta anche per rilanciare il turismo, con l’idea che portare i bambini a scoprire e conoscere le bellezze
dei posti in cui vivono, già a partire dalla scuola primaria, possa aiutarli a guardarsi intorno in modo più attento. “Va
rilanciata la Toscana, una terra meravigliosa che deve essere fatta conoscere e ri-conoscere, anche dagli stessi Toscani,
e questo passa necessariamente attraverso l’istruzione, per unire in profondità cultura e turismo.”
A questo scopo e per molti altri la tecnologia è un importante strumento a nostra disposizione, deve essere utilizzata e
questo può avvenire, secondo Catalanotto, incentivando prima di tutto la ricerca, soprattutto universitaria,
potenziando con finanziamenti mirati i progetti portati avanti da ragazzi eccezionali, troppo spesso costretti ad
emigrare, che invece potrebbero aiutarci anche a ottenere un’economia, uno stile di vita, che siano più rispettosi
dell’ambiente.

Elisabetta Catalanotto infine non ha paura di prendere posizione davanti ad argomenti scottanti del panorama
politico, voterà NO al referendum e non si stancherà di parlare di immigrazione, di umanità:
“Dobbiamo smettere di essere pigri e iniziare a scavare fino in profondità, in Italia non manca la cultura: il problema è
la tendenza a prendere il male in qualunque contesto e di portarlo ad esempio universale per trascinare le masse.”


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