LATINA – Ieri pomeriggio al teatro Moderno di Latina, la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein e lo scrittore Gianrico Carofiglio, già magistrato e senatore del Partito Democratico, hanno spiegato al folto pubblico presente, le ragioni del no al Referendum sula giustizia. “Vota no per difendere la Costituzione italiana”, lo slogan sullo sfondo del palco. Tanta gente non è potuto entare perchè il teatro era già pieno. Del resto l’ammnistrazione non ha concesso il D’ Annunzio, ha ricordato Valeria Campagna, nel suo breve intervento in cui ha ringraziato la segretaria nazionale per aver scelto ancora una volta Latina come prima tappa di un lungo tour elettorale che la pporterà nelle principali piazza italiane. In prima fila tutti i dirigenti provinciali del PD, il segretario regionale Daniele Leodori e il consigliere regionale Salvatore La Penna, che ha preso la parola per spiegare le ragioni del NO. x.
Carofiglio, che ha preceduto la Schlein, arrivata a Latina con due ore di ritardo perchè trattenuta in Parlamento, dove si discuteva una proposta di legge sull’estensione paritaria del congedo parentale ai papà, poi bocciata dalla maggioranza, ha spiegato i motivi per cui la riforma in sostanza “smonterebbe” l’equilibrio disegnato dai padri costituenti con l’articolo 104 della Costituzione.
“A fronte di una situazione che richiede interventi, perché ci sono una serie di temi che riguardano il funzionamento della giustizia e il funzionamento dell’autogoverno dei magistrati, che sono serissimi, questa riforma non li risolve, anzi – ha detto Carofiglio – . Sapete che succede se passa questa riforma? Non solo non vengono risolti questi problemi, non c’è una giustizia più giusta e più efficiente, ma vengono cristallizzati da una soluzione apparente. L’effetto disastroso è che i problemi rimarranno uguali, peggioreranno e ci sarà chi dirà che i problemi sono stati affrontati con questa riforma. E quindi l’effetto disastroso sull’assetto delle istituzioni e degli equilibri istituzionali sarà moltiplicato”, ha aggiunto lo scrittore esperto di diritto.
Per la leader Dem Schlein : “Questa riforma – ha esordito – non è una riforma pro o contro il governo e non è nemmeno una riforma pro o contro i magistrati, come il governo racconta che sia. Questa è una riforma che riguarda la nostra idea di democrazia, cioè non è una riforma sui magistrati, è una riforma sui diritti di tutte le cittadine e di tutti i cittadini. Per la prima volta nella storia repubblicana – ha sottolineato Schlein – la riforma è stata fatta passare quattro volte dal Parlamento, Senato e Camera senza accettare di discutere il benché minimo emendamento, cioè è la prima volta nella storia che una riforma costituzionale, che i costituenti volevano addirittura fosse fatta nell’ambito di una discussione trasversale, tra maggioranza e opposizione, invece non solo non si è arricchita di un contributo delle opposizioni, ma nemmeno di nessun senatore e di nessun deputato della maggioranza, cioè è passata blindata dal Governo. La prima questione: non è una riforma della giustizia, perché la giustizia italiana lo sapete ha dei problemi seri, ad esempio la lentezza dei processi e questa riforma non accelererà i processi in Italia; ha un problema sulla carenza di organico negli uffici giudiziari e nei tribunali e questa riforma non assumerà nessuno in più e non stabilizzerà quei 12 mila precari della giustizia. E’ stato il ministro Nordio a spiegare che non migliorerà in alcun modo l’efficienza della giustizia italiana, perciò occorre votare No per difendere la nostra Costituzione”.
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