Finalmente una legge a tutela del personale socio sanitario. Oggi l’ok del Senato dopo l’intervento dell’On. Annamaria Parente

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Finalmente gli operatori socio sanitari saranno tutelati da una legge che decreta pene da quattro a dieci anni nei confronti di chi usi violenza, offenda o molesti la categoria.

E’ questo il disegni di legge che questa mattina, ha riscosso  l’approvazione unanime al Senato.

“Un provvedimento di iniziativa voluto dal governo precedente, relaziona l’onorevole Anna Maria Parente, neo eletta di Italia Viva, presidente commissione sanità, dovuto soprattutto al moltiplicarsi di episodi di violenza nei confronti della categoria medico sanitaria”.

Un attenzione che si ritiene doverosa,  anche  fronte di dati allarmanti. Secondo le ultime statistiche in Italia oltre 5000 persone tra infermieri, medici e operatori ogni anno sono vittime di violenza. Un fatto gravissimo che deve far riflettere tutti e che necessita di interventi forti e mirati.

Ma l’argomento cultura della prevenzione, è quanto viene ribadito dall’Onorevole Parente ne corso della seduta di questa mattina:  “Abbiamo bisogno di formazione, informazione e comunicazione, questi i tre assi contenuti negli articoli.  Il rispetto del lavoro sanitario e socio sanitario , l’istituzione di una giornata nazionale contro la violenza nei confronti del personale medico e socio sanitario, ma soprattutto una formazione da avviare e su cui investire, affinchè tutto il personale coinvolto,  sia pronto a gestire i conflitti. Per tale motivo è prevista la nascita dell’osservatorio nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari” proprio  per «concorrere allo sviluppo di una cultura che condanni ogni forma di violenza». Prevista anche la stipula di protocolli fra le strutture sanitarie e le forze di polizia.

Quindi la preoccupazione e l’impegno di tutte le forze politiche del Parlamento, continua La Parente, è quella di prevenire episodi di rabbia che potrebbero scaturire dalla crisi sanitaria e la crisi economica, una rabbia ed una paura dei cittadini, che potrebbe riversarsi su chi rappresenta le istituzioni. Quindi bisogna partire da qui per mettere in sicurezza  questi professionisti.”


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