Il discorso del prefetto Vittoria Ciaramella per la festa della Repubblica

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Rivolgo il mio caloroso saluto a tutte le Autorità civili, militari e  religiose, alle Associazioni combattentistiche e d’Arma, ai volontari di  protezione civile, agli insigniti, agli studenti e a tutti i cittadini della  provincia.

È con rinnovato orgoglio e con profonda consapevolezza che ogni  anno celebriamo la data del 2 giugno, che ha per tutti gli italiani un valore  altamente significativo e profondo.

Ciò che dobbiamo cogliere in questa ricorrenza sono i sentimenti di  riscatto, i valori che portarono ad edificare su nuove basi la Nazione, per far  sì che essa non sia un momento meramente celebrativo ma serva a ricordare  il fervido spirito che consentì all’Italia di rigenerarsi dal periodo post-bellico  e di ritrovare un’identità nazionale.

La rievocazione di quel giorno, che apriva il cuore alla speranza della  rinascita dalle macerie della guerra, deve essere uno stimolo a recepire il  messaggio di quell’impegno comune che portò ad una unità sostanziale.

Festeggiare il 79^ anniversario della nascita della nostra Repubblica:

– significa celebrare la nostra storia, ricordare la lungimiranza e il sacrificio di coloro che, con la propria vita, hanno reso possibile la nascita di uno Stato unitario, solidale e libero, che ripudia la guerra ed ogni forma di  dittatura;

– significa rinnovare il nostro impegno democratico, la nostra  responsabilità di cittadini e di rappresentanti delle Istituzioni, capaci di  trasformare in realtà i principi fondamentali della nostra Carta  Costituzionale.

Ogni articolo della nostra Costituzione rappresenta una pietra angolare del nostro edificio democratico ed in essa trovano riconoscimento e si  fondono le diverse identità territoriali, culturali e sociali del nostro paese.

Nel pieno rispetto delle nostre diversità, tutti noi che lavoriamo,  studiamo, rispettiamo le regole e partecipiamo alla vita pubblica, siamo  “instancabili operatori della Costituzione” perché non può esserci Repubblica senza impegno, senza legalità, senza giustizia, senza prossimità.

Ecco perché i Prefetti e le Istituzioni tutte sono chiamate ad essere  presidi attivi e radicati sul territorio al servizio dei cittadini per garantire la  sicurezza, tutelare l’unità dello Stato, la giustizia, l’uguaglianza.

Unità non come imposizione, ma come ricerca continua, libera e  consapevole di coesione e resilienza.

E questo processo di continua ricerca è fortemente tangibile in questa  terra pontina, terra laboriosa, crocevia di culture, luogo di accoglienza e di  fatica, ma anche di bellezza e di impegno, che continuamente chiede  attenzione, ascolto, presenza.

La nostra provincia, soprattutto negli ultimi anni, si è trovata ad  affrontare sfide importanti, legate alla gestione dei flussi migratori, alle  problematiche occupazionali e del caporalato, alla necessità di sicurezza e di  legalità.

Ma la nostra provincia è anche una terra forte e tenace, che sa reagire  ed esprimere risorse straordinarie attraverso una scuola vivace, imprese  dinamiche, associazioni attive, volontariato generoso, espressione di un  tessuto sociale che non si arrende e che sa fronteggiare gli ostacoli che  possono minare la democrazia.

Siamo consapevoli delle difficili sfide della moderna società ed è  proprio in questi momenti che i sentimenti di solidarietà e di coesione sociale  vanno alimentati, per consentire al Paese di continuare a guardare al futuro  con speranza, evitando che prendano il sopravvento sentimenti di  indifferenza, o, ancor peggio, di scoramento.

La celebrazione del 2 giugno deve essere, quindi, un momento di  riflessione collettiva, un richiamo all’impegno morale e civile che coinvolge  ogni cittadino.

Ed oggi, per continuare ad alimentare l’importante senso di  appartenenza ai nostri valori democratici, che sono garanzia di pace, rendiamo onore, con la consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito  della Repubblica Italiana, a voi, cittadini e lavoratori, che vi siete distinti  per l’impegno civile, per la solidarietà, per il servizio alla comunità, per la  promozione della cultura, per la cura dei più fragili.

Siete voi il volto più autentico e luminoso dell’Italia che vogliamo,  perché vostro è il merito di aver creduto nei valori della Costituzione e di  aver investito tempo, energie e talento per costruire un “pezzo di bene  comune”.

E, dopo di voi, mi farà piacere omaggiare un ragazzo di Latina, che  proprio oggi raggiunge la maggiore età, conquistando con essa la piena  autonomia.

A lui donerò, in segno di continuità e di passaggio di valori ed  esperienze, una copia della Costituzione, che rappresenta il patto vivo e  tangibile tra generazioni, la bussola che orienta il nostro cammino di cittadini  attivi e il faro che ci permette di guardare lontano, anche nei momenti bui,  senza avere paura di dover rinunciare ai nostri sogni.

Ai giovani, che rappresentano l’anello di congiunzione tra passato,  presente e futuro, e che sono la speranza per la nostra Italia, auguro di  crescere e mantenere sempre vivi i valori della democrazia e della libertà.

Viva l’Italia

Viva la Repubblica

Viva la Costituzione e a tutti buon 2 giugno.


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