“Il primo progetto per riportare in mare il Marzocco fu il mio”

Il racconto dell'architetto Giampaolo Trotta

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Giampaolo Trotta

Livorno, 20 marzo 2025 – Il progetto di ridare l’acquaticità alla Torre del Marzocco, cricondandola con un canale e trasformandola in un’isola, come in antichità, quando fu costruita dai Medici nel XV secolo, è diventato di recente realtà, grazie ai lavori che saranno effettuati da una ditta in appalto all’Autorità Portuale. I lavori si sono resi necessari per l’allagamento del canale industriale della Darsena Toscana in funzione del passaggio di navi con stazza maggiore ma non permetteranno che il Marzocco venga visitato, pur ritrovando la primigenia posizione in mezzo al mare, a causa dei vincoli sul divieto di accesso nell’area sottoposta a rigidi vincoli contro lo spionaggio economico ed industriale, data la sua ubicazione all’interno del porto. Qualcosa si muove ma sembra che non se ne venga fuori e la Torre del Marzocco e la sua antica storia, rimangono inaccessibili. Uno dei maggiori conoscitori della sua storia e del suo valore storico ed artistico, è l’architetto fiorentino Giampaolo Trotta, storico dell’architettura, docente di storia dell’architettura medievale all’università di Firenze, autore del libro “L’antico Porto Pisano e la Torre del Marzocco” e una delle personalità più riconosciute a livello nazionale e internazionale nel suo campo. Trotta infatti è un’architetto e uno storico dell’arte di fama, ha lavorato per il Ministero degli Affari Esteri e come consulente per diverse Sovrintendenze ed è membro dell’International Council on Monuments and Sites di Parigi (ICOMOS), socio fondatore dell’ICOMOS Italian Wood Committee.

“Livorno è una città con una grande cultura ed è giusto che si faccia di più per promuoverla”.
Parallelamente svolge anche attività di critico d’arte moderna e contemporanea. È suo il primo progetto inerente alla Torre del Marzocco, siamo nel 2001, ma nonostante ci fossero tutte le prerogative positive necessarie, non se ne fece di nulla. È lo stesso Trotta a raccontarcelo al telefono qualche giorno fa: “Ufficialmente il mio progetto fu respinto per mancanza di fondi nonostante avessimo tutte le firme necessarie, da parte dell’Autorità Portuale, del Comune di Livorno e della Regione. Poi il mio progetto fu rielaborato qualche anno dopo, credo nel 2005 ma anche in quell’occasione non se ne fece nulla”. Il suo progetto aveva esclusivamente come obiettivo, a differenza di quello di oggi dell’Autorità Portuale, di rendere visitabile il monumento? “Solo ed esclusivamente per ridare fruibilità alla torre da parte dei visitatori e dei turisti sia ovviamente via mare, già all’epoca si parlava dei tour in battello, che in un’altra maniera”. La Torre resta ancora isolata e con l’isolamento anche la sua storia e la conoscenza del suo valore si perdono, sa dirci qualcosa in merito? “La Torre del Marzocco è un momento molto importante per Livorno, fu la prima opera nella nuova città fondata dal Medici ed in antichità era situata all’estremo sud del Porto Pisano, nel quale esistevano altre sette torri. Orientativamente il Marzocco era situato sulle coste meridionali del.”sinus pisanus”, il golfo che esisteva secoli fa. Nel mio libro oltre a parlare della Torre del Marzocco ho fatto un estesa ricerca sull’antico Porto Pisano e grazie ai miei studi è stata possibile l’attribuzione ufficiale dell’autore del disegno, ovvero l’architetto fiorentino rinascimentale Leon Battista Alberti, scartando le ipotesi errate di Ghiberti e addirittura del Brunelleschi”. Da profondo conoscitore della cultura livornese può darci un giudizio su come viene gestito il nostro patrimonio? “Amo molto questa città e trovo che a Livorno ci sia molta cultura e anche di primo livello, la trovo una città meravigliosa sotto i punti di vista, tanto è vero che vorrei stabilirmi a Livorno, adesso che sono in pensione. Livorno è una città con una grande cultura ed è giusto che si faccia di più per promuoverla”.


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