LATINA- E’ stato solo un sogno.Alla fine ha dovuto rinunciare all’assessorato,forse più difficile, che Carla Amici voleva condurre nella giunta Coletta. Nell’intervista concessa al nostro giornale, il 25 gennaio, ci aveva detto “Cercherò di lavorare per porre al centro lo sviluppo delle imprese, in una situazione difficile, che vede tanti negozi di Latina chiudere. Dobbiamo investire sui giovani e attrezzare il territorio, accompagnandolo nella  modernizzazione. Noi dobbiamo inventarci cose nuove per attirare capitali e innovare. Ecco questo è importante : l’innovazione tecnologica.E poi l’università, il valore di avere delle facoltà in città,comprendere l’importanza della presenza degli universitari,della ricerca.

“Io sarò un tecnico,a tempo pieno, al servizio della città.”

“Non mi sento in quota PD, anche se, per 10 anni, ho fatto il sindaco a Roccagorga,un comune piccolo, che ora appare già in crisi, perché la nuova giunta non riesce ad essere unita e a rispettare gli impegni presi.

Il  tempo che resta per la giunta Coletta è poco, ma in 15 mesi si possono fare ancora tante cose.Carla parlava sinceramente,lei che è pragmatica ,lei che ha imparato dalla sorella Sesa,grande parlamentare per circa 20 anni,lei che è una professionista affermata, una commercialista, con  incarichi in aziende di altri comuni,lei che si è attirata subito i fulmini dei vertici del Pd locale, provinciale e regionale “Se diventa assessore è fuori” ha tuonato Moscardelli, che forse non l’ha mai amata.

Ma lei vedeva altri orizzonti e ci aveva precisato che non entrava in quota PD.

“Noi dobbiamo lavorare sodo per ottenere risultati tangibili, in modo rapido ed essere sempre pronti a cogliere le novità, nel divenire quotidiano.E’ questo che vuole la gente. Del resto entrare nella giunta era l’impegno che avevo già preso, quando fui chiamata la prima volta da Coletta. Oggi andiamo a concretizzare quella scelta, dopo le dimissioni della Caprì. Ora il tempo è maturo. Sono pronta. Mi attende un compito difficile, che cercherò di onorare al meglio delle mie possibilità l’impegno”

Sono passati 12 giorni ed oggi la decisione di non entrare più in giunta e di fare marcia indietro,riassume in sé tutte le difficoltà che sono dentro la giunta Coletta, che non riesce a dare risposte forti per recuperare il terreno perduto. Il sindaco, con l’ingresso di Amici, voleva tentare di dare una svolta a certi programmi rimasti incompiuti.Oggi l’amministrazione è di nuovo in mare aperto e sa di dover lottare contro il tempo e contro tante difficoltà.Carla è un tipo pragmatico. La sua decisione forse, è stata saggia perché avrà compreso che non c’erano più le condizioni per entrare. Sarebbe stata una forzatura che avrebbe danneggiato lei stessa dividendo, ulteriormente, il PD pontino,in una fase di rilancio della linea Zingaretti, che vuole, comunque, un allargamento delle alleanze e vuole valorizzare i civici. Ma Latina resta uno scoglio difficile per tutti. Per la sinistra ed anche per  la destra ,ora che Zaccheo tenta di ricandidarsi a sindaco,scompaginando tutti gli organigrammi.

La casella lasciata vuota da quella Caprì, che  sembra seguire le orme dell’avvocatessa Muzio, per tentare la scalata della torre civica, pesa sul presente. Ma Coletta, sicuramente, ha già in mente un’alternativa per colmare quel vuoto e ripartire, con più forza, con più coraggio,per dare la sterzata necessaria e mettere in difficoltà anche la Lega di Durigon e Adinolfi e i fratelli del senatore Calandrini e di Tiero .


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