Il vescovo Giusti si scaglia contro convivenze, matrimoni, coppie senza figli, tradimenti e aborto

Bufera sui social dopo le parole in occasione di Santa Giulia

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Il Vescovo della Diocesi di Livorno Simone Giusti

LIVORNO – Non è la prima volta che il vescovo di Livorno si lascia ad accorate invettive, sono ormai soventi le sue omelie taglienti. Mai accolte particolarmente con favore da una città che non nutre nel sue vescovo grande stima ma che, possiamo affermare per sentimento popolare, non avverte grande simpatia per l’istituzione stessa che rappresenta. Durante l’omelia infatti, il vescovo Giusti, è partito dalla storia della patrona per poi servirsi l’assist per trattare i temi odierni ed attuali.

Parla di una serie di peccati, una carrellata a cominciare dal disimpegno politico, poichè questo impegno rappresenta la forma più alta di carità. Ma Giusti si accalora particolarmente sul tema dei migranti, riallaciandosi alle origini della patrona cittadina. Rifiutare un migrante lo definisce senza mezzi termini una “Bestemmia al padre nostro”. Poi tratta il tema della guerra Israelo-Palestinese, poichè: “Non è possibile uccidere in nome del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe”.

E se fin qui le parole del vescovo incontrano largo apprezzamento (seppur divisivi sono temi cari ai livornesi, da sempre popolo accogliente) ciò che ha seguito ha fatto senz’altro discutere di più e i più.

Parla dei rapporti fuori dal matrimonio, la convivenza, l’esclusione dei figli (in sostanza chi non vuole figli) e l’aborto, tutti questi coportamenti sono per lui “Inno all’egoismo”.
Il prelato se la prende contro la vita ridotta ad un lunapark.

Questi ultimi temi, notoriamente più tradizionalisti, hanno scaturito, specialmente sui social, particolare dissenso soprattutto da parte delle fasce più giovani della popolazione cittadina.


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