Istat : Lazio locomotiva dell’export nazionale

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Nel 2025 la regione segna una crescita record del +9,6%. Angelilli: «Puntiamo su competenze e innovazione per consolidare il primato».

In un panorama economico internazionale caratterizzato da forti incertezze geopolitiche e una congiuntura globale complessa, il Lazio si conferma protagonista assoluto del commercio estero italiano. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT relativi all’intero anno 2025, la regione ha consolidato il proprio ruolo di “traino” per l’economia del Paese, posizionandosi stabilmente tra le cinque aree più performanti d’Italia.

I numeri parlano chiaro: le esportazioni laziali hanno registrato un incremento del +9,6% su base annua. Un dato che impressiona non solo per la sua entità, ma per il contributo qualitativo che offre alla bilancia commerciale italiana, con un’incidenza che ha raggiunto il 22,8% sull’intero export nazionale.

Il successo del “modello Lazio” non è frutto del caso, ma della solidità di alcuni distretti industriali ad altissimo valore aggiunto. A guidare la classifica dei settori più dinamici è, ancora una volta, la farmaceutica. Il comparto chimico-medicinale e botanico rappresenta ormai il cuore pulsante dell’economia regionale, con una crescita che ha toccato picchi straordinari nelle province di Frosinone e Latina, veri e propri poli d’eccellenza europei.

Accanto alle scienze della vita, brilla il comparto dell’aerospazio. La tecnologia “Made in Lazio” continua a conquistare i mercati globali, confermando la regione come hub strategico per l’innovazione tecnologica e la difesa.

Un elemento di particolare rilievo emerso dai dati ISTAT è la direzione dei flussi commerciali. Se il mercato europeo (UE) mantiene una crescita costante ma moderata (+1,7%), è verso i paesi Extra-UE che il Lazio ha compiuto il vero salto di qualità, con un incremento del +21,1%.

In questo scenario, gli Stati Uniti si confermano il partner commerciale di riferimento: nel 2025, le vendite verso gli USA hanno registrato un aumento record del +54,2%. Questo exploit è stato trainato dalla forte domanda di prodotti farmaceutici e componenti aerospaziali, consolidando una reputazione di affidabilità e alta qualità che le imprese laziali hanno saputo costruire nel tempo.

Intervenendo a commento dei dati, la vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come questi risultati siano il premio per la resilienza del tessuto imprenditoriale locale.

«Il Lazio si colloca stabilmente tra le regioni con le performance di crescita più elevate. Nonostante le difficoltà globali, le nostre imprese dimostrano una capacità produttiva straordinaria e relazioni commerciali solide. Non vogliamo però fermarci qui: il nostro obiettivo è rendere questo primato strutturale.»

Angelilli ha poi tracciato la rotta per il prossimo futuro, ponendo l’accento su tre pilastri fondamentali: competitività, competenze e innovazione.

Per sostenere questa spinta propulsiva, la Regione ha già messo in campo misure concrete. Tra le più rilevanti figura il raddoppio delle risorse destinate ai Voucher per l’Internazionalizzazione, che raggiungono un totale di 10 milioni di euro. Si tratta di strumenti pensati specificamente per le Piccole e Medie Imprese (PMI), per aiutarle a sbarcare sui mercati esteri, potenziare il commercio digitale e partecipare ai grandi eventi fieristici internazionali.

Il prossimo appuntamento cruciale è fissato per il 27 marzo 2026, data in cui la Regione presenterà il nuovo Piano Internazionalizzazione. Il programma, definito in sinergia con il MAECI (Ministero degli Affari Esteri) e attori come ICE, SACE e SIMEST, si concentrerà su:

Attrazione di investimenti esteri attraverso una nuova piattaforma digitale.
Supporto al Deep Tech e alla ricerca applicata, collegando università e centri di ricerca con il mondo industriale.
Focus sui settori strategici: Aerospazio, Biotech & Pharma, Cleantech e Digitale.
Sebbene la Capitale rimanga il fulcro delle attività di servizio e innovazione, i dati ISTAT evidenziano una crescita distribuita.

Frosinone: regina dell’export farmaceutico, ha saputo attrarre investimenti dalle multinazionali del farmaco.
Latina: consolida il suo ruolo nella chimica e nell’agroalimentare di qualità.
Rieti e Viterbo: mostrano segnali di vivacità nelle nicchie.
Il Lazio chiude il 2025 non solo come una regione che esporta, ma come un territorio che produce innovazione. La sfida per il 2026 sarà quella di gestire le tensioni sui costi delle materie prime e dell’energia, mantenendo alta la competitività. Come sottolineato dalla vicepresidente Angelilli, la chiave sarà “fare squadra”: un ecosistema dove istituzioni, università e imprese collaborano per portare il “brand” Lazio sempre più lontano.

Alessandra Trotta (Giornalista e scrittrice)


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