La Madonna con il Bambino rubata, di Antonio Solario ritorna a Belluno
di Sergio Salvatori
L’opera d’arte: “La Madonna con il Bambino” rubata nel 1973, cinquantadue anni dopo, torna a Belluno. Si tratta della celebre opera del pittore veneziano Antonio Solario (1465 circa – Napoli 1530) una tempera su tavola del XVI secolo, trafugata nella notte tra il 24 e il 25 agosto dai Musei Civici del capoluogo dolomitico, unitamente a varie altre opere conservate nella struttura.
Il dipinto che misura 86×67 cm, inizialmente era stato attribuito a Giovanni Bellini, ma fu riconosciuto in seguito come un’opera giovanile di Antonio Solario. Le indagini furono avviate immediatamente dopo il furto, ma del quadro si persero le tracce per decenni, fino a quando nel 2017 il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Venezia lo individuò presso una casa d’aste Keys Fine Art di Norwich del Regno Unito, quando ci fu un tentativo di vendita. Da allora s’instaurò un lungo e complesso processo di recupero, perché la detentrice ex moglie del barone inglese che acquistò il dipinto nel 1973 in buona fede. Inizialmente non voleva restituirlo, perché invocava il “Limitations Act britannico” del 1980 – che permette di legittimare un possesso dopo sei anni se avvenuto senza collegamento al furto. Infine però è stata convinta da Christopher Marinello, avvocato specializzato nel recupero di opere d’arte trafugate e fondatore dell’organizzazione Art Recovery International.
Dichiara Marinello: “Anche se la legge inglese era dalla sua parte, l’opera era sempre registrata come rubata nel database dei Carabinieri (TPC) e in quello dell’Interpol, e non avrebbe mai potuto portarla in Europa, ne esporla o venderla senza rischiare il sequestro”. Dopo un percorso di dialogo durato quasi otto anni, la Signora ha scelto in modo volontario di restituire il dipinto, rinunciando ad ogni diritto e compenso, spinta da una obbligazione morale, come ha dichiarato l’avvocato Marinello, che ha ringraziato anche Arte Generali per aver coperto i costi del trasferimento come donazione a sostegno della causa. Il Comandante provinciale dei Carabinieri di Belluno Enrico Pigozzo, ha definito il caso: “Complesso e delicato, sottolineando di non demordere nonostante le difficoltà giuridiche e diplomatiche”. Tuttavia l’opera ha subito danni strutturali, per questo la tavola è stata esposta per una settimana fino alla fine di luglio 2025, prima di essere affidata ai restauratori.
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