La Toscana dopo il voto

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Da "Wikipedia"

Firenze.

Sono 863.611 le preferenze per Eugenio Giani, nuovo Presidente della Regione Toscana.

Una terra che si conferma rossa, nonostante l’altissima percentuale a favore di Susanna Ceccardi, 40,46%.

Vincitori e vinti:

Può dirsi soddisfatto il PD, che ottiene solo con la propria lista un ottimo 35%. Nonostante le tensioni intestine i fra i seguaci renziani e gli zingarettiani che ancora devastano i democratici, il Centrosinistra ne esce rafforzato e coeso.

Italia Viva, che puntava a circa il 10%, ottiene solo il 4,5% dei voti. Renzi prende poco, se paragonato alle aspettative, ma comunque abbastanza da essere l’ago della bilancia anche di queste elezioni. La coalizone di Giani, infatti, avrebbe vinto con pochissimo margine senza i 72mila voti di IV.

Lega Salvini Premier: nonostante cresca nelle percentuali di voto rispetto al 2015, perde la supremazia del Cdx nel Consiglio Regionale. La Lega prende due seggi in più rispetto ai 5 che già deteneva, ma è quasi raggiunto dai consiglieri di Fdi, che saranno 4, tre in più rispetto al 2015.

Non può dirsi soddisfatto Salvini, che fallisce ancora l’assalto alla Presidenza di regione rossa con un suo candidato. Aveva fallito in Emilia Romagna la sua fedelissima Lucia Borgonzoni e fallisce ancora in Toscana Susanna Ceccardi. Dovrebbe dirsi preoccupato anche dall’ascesa di Fdi, che conquistano le Marche con il Presidente Acquaroli.

Capitolo affluenza:

Hanno votato un milione e 800 mila elettori, pari al 62% degli aventi diritto. Un dato elevatissimo rispetto al 2015, quando erano stati solo il 48% degli aventi diritto a recarsi al seggio.

Il terrore mediatico sul rischio di un cambio di casacca a Palazzo Vecchio ha indotto tanti elettori a presentarsi in cabina elettorale dopo tanti anni, chi per scongiurare il pericolo di una Toscana “verde”, chi per evitare che la Destra vincesse.

Tanti, dunque, gli elettori che si sono “turati il naso” e sono tornati in cabina elettorale. Complice in questo anche il voto sul quesito referendario, che, unendosi alle regionali, ha spinto moltie persone ai seggi.

Un Consiglio regionale senza minoranze:

La strategia del voto utile ha spinto gli elettori alle urne ed ha polarizzato la Toscana, con un elettorato schierato diametralmente su due fronti opposti: Giani o Ceccardi.

Tutte le restanti alternative sono state spazzate via da questa strategia: il M5S prende appena il 7%, mentre Toscana a Sinistra (Fattori Presidente) solo il 2,9%. Numeri ridicoli se paragonati a quelli del 2015, con il Movimento al 15% e Fattori al 6,3%.

Queste percentuali ci dicono che il M5S ottiene appena 1 seggio, mentre nulla sarà riservato alle minoranze politiche di sinistra. L’opposizione sarà prerogativa unica del Cdx, ma molto risicata; appena 13 seggi su 40.

Il PD e Italia Viva, con 24 consiglieri e senza una reale opposizione, avranno vita facile nell’approvazione delle leggi.

La fine dell’antipolitica:

Molti osservatori dicono si sia chiusa lunedì la stagione dell’anti-politica. Non solo perchè il M5S, sprofondato nel baratro di percentuali irrisorie, non avrà più la forza di alimentare l’odio anti-casta, ma soprattutto per i dati sull’affluenza, che hanno riportato fiducia nel rapporto fra elettori ed eletti.

La vittoria del quesito referendario, poi, può aprire ad una stagione nuova, costruita su un governo stabile di consensi e su politici migliori.

Prospettive e speranze:

Non sarà facile per Giani iniziare la sua esperienza da Presidente. La Toscana è una terra fortemente danneggiata dalla crisi economica e richiede massicci interventi subito.

La priorità della Regione sarà distribuire la pioggia di finanziamenti destinati dal Recovery Fund e dal Governo alla Toscana.

Investire bene questi fondi potrebbe permettere la ripartenza del turismo, la riapertura dei piccoli presidi chiusi nel tempo e anche investimenti nelle infrastrutture. In questo campo sono tanti i progetti per la Città Metropolitana di Firenze, fra cui l’areoporto, il nuovo stadio e le ultime linee tramviarie, tutti punti presenti nel programma del Csx.

La Giunta:

Prima di tutto, però, Giani sarà chiamato ad eleggere la Giunta Regionale, organo politico sottoposto al Presidente. Sono tanti gli assessorati promessi; ma quale sarà il criterio di scelta del neo-eletto presidente?

Fra i candidati consiglieri con più preferenze troviamo Simone Bezzini a Siena e il capolista PD a Firenze Iacopo Melio. Altri nomi plausibili potrebbero essere Marras e Saccardi. Un assessore potrebbe spettare anche a Sinistra Civica Ecologista, che non arriva ad eleggere un consigliere per una manciata di preferenze.

Vedremo se Giani saprà tener fede alle molte promesse fatte.

 


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