La vera sfida del 2024 è la transizione energetica. Il caso Cer Lazio

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La transizione energetica sarà la grande scommessa e promessa del 2024. E se il mondo chiama il Lazio risponde con la più grande Comunità Energetica Rinnovabile (C.E.R.) industriale. C’è poco da girarci attorno, la transizione energetica è la scommessa del 2024. Nel Lazio esiste una grande cabina di regia che si chiama CER Imprese Lazio, che è la prima grande C.E.R. industriale regionale: associa imprese del Lazio, sia in qualità di produttori di energia tramite impianti fotovoltaici sia di semplici consumatori di energia, associati fra loro per condividere tale energia e beneficiare degli incentivi previsti. Questa è la scommessa del 2024, che parte da promesse da mantenere nate nel 2023, che a loro volta partono dalla convention Cop28, la ventottesima edizione della Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici che si è conclusa a Dubai il 13 dicembre.
È questo il punto di partenza per aspirare a un mondo meno inquinato, più proteso verso le energie green e anche all’autonomia energetica di un Paese come l’Italia. Lo stacco col consumo energetico dai combustibili fossili è chiaro che dovrà essere progressivo, tant’è che si parla di transizione. E il vero punto di arrivo non sarà quindi il 2030 o il 2050 ma la Cop29, la conferenza sul clima che si svolgerà in Azerbaijan il prossimo anno. È quello il primo step per verificare che quanto deciso a Cop28 non sia una cortina fumogena ma un graduale passo verso l’utilizzo delle energie rinnovabili, sia per uso aziendale che domestico.
La bozza approvata dai 200 Paesi dell’Onu partecipanti a Cop28 non prevede la richiesta della totale eliminazione dei combustibili fossili, punto osteggiato dai Paesi produttori: il punto era stato discusso ampiamente dal blocco di tutti gli altri Stati perché il termine “eliminazione” non è stato usato (in inglese “phase out”) ma c’era il termine “transition way”, che testimonia la volontà di un abbandono graduale da queste fonti energetiche. Ed è un passo avanti enorme, perché mai prima di allora si era sottoscritto di una transizione che prevedeva l’abbandono graduale delle fonti fossili.
Così da Cop28 è emerso che c’è la necessità di triplicare la capacità di energie rinnovabili a livello globale e raddoppiare il tasso medio annuo globale di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030; accelerare gli sforzi per la riduzione graduale dell’energia a carbone non abbattuta; abbandonare i combustibili fossili nei sistemi energetici, in modo ordinato ed equo, accelerando l’azione in questo decennio critico, in modo da raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050 in linea con la scienza; accelerare le tecnologie a basse e a zero emissioni, comprese le energie rinnovabili e il nucleare.
Tra le iniziative più lodevoli per produrre e consumare energia rinnovabile c’è la CER, vale a dire le Comunità Energetiche Rinnovabili. Infatti la Commissione Europea a fine novembre ha approvato il Decreto CER, contenente i nuovi contributi ministeriali per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia ricavata da fonti rinnovabili: fotovoltaico, eolico, idroelettrico e biomasse. Sono previsti incentivi per 5,7 miliardi dei quali 2,2 provenienti dai fondi PNRR.
Il Decreto CER italiano finalmente approvato dalla UE prevede due misure principali: una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa (la potenza dei singoli impianti finanziabili non può superare 1 Megawatt), disponibile su tutto il territorio; un contributo a fondo perduto fino al 40%, cumulabile con la tariffa incentivante entro limiti predefiniti, riservato ai territori dei Comuni sotto i 5.000 abitanti, per le CER che realizzano un nuovo impianto o ne potenziano uno esistente (potenza agevolabile con 2,2 miliardi del PNRR per realizzare almeno 2 GW fino al 30 giugno 2026).
Quindi, anche il Lazio si sta organizzando nel nome di questa grande scommessa di transizione energetica che parte dalla promessa Cop28 grazie alla prima grande C.E.R. industriale del Lazio.


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