L’angolo delle curiosità artistiche (73)
L’umanità ha bisogno dell’arte per raggiungere consapevolezza, comprensione e conoscenza del proprio tempo. Compito dell’arte e della poesia in particolare è riprendere la missione di aiutare le persone a cogliere l’invisibile della realtà. (Giuliano Ladolfi)
Nel Trattato della Pittura Leonardo Da Vinci ha scritto: «La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. Adunque queste due poesie, o vuoi dire due pitture, hanno scambiati i sensi, per i quali esse dovrebbero penetrare all’intelletto».
Gli artisti manieristi cercavano di superare l’armonia e l’equilibrio tipici del Rinascimento, introducendo composizioni più complesse e figure allungate, spesso in pose contorte e drammatiche. Tra i principali artisti del Manierismo si possono citare: Jacopo Pontormo: conosciuto per le sue composizioni emotive e l’uso audace del colore. Bronzino: famoso per i suoi ritratti eleganti e stilizzati. Giulio Romano: un allievo di Raffaello, noto per le sue opere architettoniche e pittoriche che sfidano le convenzioni classiche.
Il Manierismo rappresenta un periodo cruciale nella storia dell’arte, segnando una transizione verso nuove forme di espressione artistica. Sebbene inizialmente fosse visto in modo negativo, oggi è riconosciuto per la sua complessità e il suo contributo all’evoluzione dell’arte europea. La corrente si concluse con il Concilio di Trento nel 1563, che richiese un ritorno a soggetti più semplici e comprensibili. Nonostante le critiche, il Manierismo introdusse anche innovazioni significative, come l’uso di colori vivaci e la sperimentazione con la luce e la prospettiva
Nel XVI secolo (esattamente nell’anno 1531) il papa Clemente VII chiese a Sebastiano del Piombo di ritrarlo su pietra, una peculiare tecnica pittorica in voga tra Cinque e Seicento con l’intenzione di affermare la solidità petrina anche nell’arte. Era proprio Sebastiano, appassionato sperimentatore, a portare in auge la pittura su pietra.
Nella Donna con la bilancia (olio su tela, 1664 circa), celeberrimo piccolo quadro che si trova Washington, nella National Gallery of Art, Johannes Vermeer dipinge molti oggetti. Sul tavolo c’è un forziere, in cui la protagonista tiene le sue cose più preziose: le collane di perle sempre molto amate dal pittore. Il dipinto, della donna in abiti olandesi contemporanei, che è stata identificata con la Vergine Maria, ha un significato allegorico, perché rappresenta la Giustizia divina.
Giacomo Balla (1871-1958), artista torinese, ma romano d’adozione, nel suo percorso creativo, è partito dalle prove del realismo divisionista del primo Novecento per passare alla stagione dell’avanguardia futurista per approdare, dopo il 1930, alle sorprendenti figurazioni della maturità. Balla firmò con Marinetti e altri, tra cui Boccioni, Carrà e Russolo, i manifesti che definivano gli aspetti teorici del movimento.
Giacomo Balla, protagonista dell’arte del XX secolo, è stato anche un ritrattista famoso nella Roma umbertina, ma anche cantore degli umili e di “vinti” nel grande solco del socialismo umanitario di Tolstoj e di Gorkij e di quelli che, come gli amici Giovanni Cena e Sibilla Aleramo, il loro “terzo mondo” lo andavano a cercare appena fuori Roma, nell’Agro romano e nella pianura pontina.
Marc Chagall (1887-1985), nato in Russia da famiglia ebraica, si trasferì negli anni Venti a Parigi, dove a Montparnasse conobbe tra gli altri Amedeo Modigliani. La sua pittura gioiosa e visionaria è legata sia alla tradizione chassidica che alle suggestioni delle avanguardie dell’epoca.
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