L’angolo della curiosità: Italo Calvino (13)
Prendete la vita con leggerezza, poiché leggerezza non è superficialità. Leggerezza è planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.
Italo Calvino
Lo scrittore Italo Calvino, con il suo famoso racconto satirico, La gran bonaccia delle Antille, pubblicato nel 1957 dopo gli avvenimenti di Budapest, esce dal Partito comunista e denuncia il colpevole immobilismo di Palmiro Togliatti.
La tribù con gli occhi al cielo apologo rimasto a lungo inedito, scritto nel 1957, ha come protagonista un raccoglitore di noci di cocco, in cui si esprime il permanente interesse di Italo Calvino per i segni celesti. Con il passare degli anni questa passione astronomica non cessa, come documentano articoli e narrazioni successive, fino ad arrivare alle avventure di Palomar che a partire dagli anni Settanta diventano il sismografo degli stati d’animo, delle perplessità e delle necessarie incertezze di Calvino.
A proposito dei classici li scrittore ligure, Italo Calvino, ha scritto: « Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.(a proposito della Resurrezione di Tolstoj)Un classico è un’opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso. I classici sono quei libri cui si sente dire di solito “Sto rileggendo”… e mai “Sto leggendo”.
La Cosmicomiche opera pubblicata nel 1965 segnano un passaggio decisivo dello stile letterario dello scrittore ligure, ma anche l’addensarsi della sua attenzione per l’astronomia. stelle galassie, big bang e buchi neri. In modo quasi unanime la critica interpreta la pubblicazione una fuga dalla realtà da parte dello scrittore, il quale ha puntato il suo cannocchiale verso l’universo interstellare, con i suoi misteri e le sue meravigliose immagini non più racchiudibili dentro i confini del globo terracqueo.
Nel 1972 Italo Calvino consegnò ai suoi lettori Le città invisibili considerato da molti critici letterari il suo capolavoro. Un libro pieno di emozioni e di malinconie. In questo libro il cielo assume un ruolo mitologico. Secondo Pietro Citati Le città invisibili sono il maggior libro filosofico della letteratura italiana dopo le Occasioni di Eugenio Montale e il Pasticciaccio di Carlo Emilio Gadda.
Italo Calvino, insieme a Vincenzo Consolo, è stato nel secondo Novecento un classico contemporaneo o «contemporaneo del futuro» (secondo la formula di Giuseppe Pontiggia). In termine di poetica lo scrittore ligure Calvino, insieme al siciliano Leonardo Sciascia è stato un razionalista o neo-cartesiano.
Nel romanzo Il barone rampante Italo Calvino (1923-1985) ha scritto: «Le associazioni rendono l’uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone, e danno la gioia che raramente si ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c’è onesta e brava e capace per cui vale la pena di volere cose buone».
Secondo Eugenio Scalfari La cultura moderna è nata nel XVI secolo. Gli “Essais” di Montaigne costituiscono il punto di partenza e l’Illuminismo la fase di maggior pienezza. Anche la fase romantica fa parte integrante della cultura moderna. La modernità entra in crisi con la “decadence” segnalata da Nietzsche. Italo Calvino e Umberto Eco sono stati in Italia gli ultimi rappresentanti.
Per Italo Calvino Il vero compito dell’intellettuale è quello di aiutare a ricordare il dimenticato, ma per fare questo deve prima aiutare a dimenticare ciò che ricordiamo troppo: idee ricevute che impediscono di vedere e pensare e dire il nuovo.
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