L’angolo delle curiosità: Letteratura

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Raccontare la vita: è questa la funzione della letteratura. Come scrittori il nostro compito è testimoniare quello che accade intorno a noi, anche se non abbiamo parole adeguate. Anche se le domande sono molte.

Manuel Vilas, scrittore spagnolo

         Baldassare Castiglione (1478 -1529) l’umanista letterato, autore del Cortigiano ha ambientato la sua opera nella corte di Urbino. Protagonista dei dialoghi del libro è la moglie di Guido Baldo da Montefeltro, Elisabetta Gonzaga, donna coltissima, appassionata di antichi testi astrologici, tanto da farsi ritrarre da Raffaello con un fermaglio per capelli a forma di scorpione.

         Il Cortigiano, trattato scritto tra il 1513 e il 1524 da Baldassarre Castiglione fu stampato tra il 1533 e il 1547 e le edizioni aldine (dei figli dell’illustre stampatore) contribuirono a trasformarlo nel libro più venduto del Cinquecento, il primo vero, grande, best seller della storia della editoria. Quest’opera rappresenta il testo fondamentale per comprendere la società e la politica del Rinascimento.  

         Edmond Rostand poeta e drammaturgo francese deve la sua celebrità soprattutto all’opera teatrale Cyrano de Bergerac nella quale il protagonista è Cyrano che vive nella Francia della metà del XVII secolo e che ama la bella cugina Rossana. Afflitto da un naso mastodontico, non osò confessare il suo amore ma fu salvato dalla poesia.

         Federigo Tozzi, autore della raccolta di novelli Giovani, del romanzo Gli egoisti e della raccolta poetica Specchi d’acqua (alla quale lavorò tra il 1909 e 1911), è il grande scrittore senese rimasto vittima dell’epidemia di spagnola nel 1920 a soli 37 anni. I suoi romanzi maggiori sono Con gli occhi chiusi, Il podere, Tre croci.

        Massimo Bontempelli è stato uno scrittore, drammaturgo, giornalista, amico di surrealisti, inventore del realismo magico. Ha fatto conoscere agli italiani James Joyce, in particolare l’Ulisse (1922),considerato rivoluzionario per la narrativa del mondo.

         Famose sono state le Stroncature di Giovanni Papini scritte nel 1916. Per fornire un esempio e dare un’idea del tono si ricorda  quella che tacciava di «merdicine rimate»  le liriche del poeta e critico d’arte, Enrico Panzacchi, che al suo tempo era famoso.

         L’Ulisse di James Joyce, opera ardua, profonda, ricca di insegnamenti, è la cronaca di una giornata, il 16 giugno 1904, di alcuni abitanti di Dublino le cui vite si incrociano casualmente o quasi determinando – così scrive Roberto Mussapi – «il corso degli eventi, della narrazione stessa, del pensiero narrante, che quindi obbedisce all’apparente causalità dell’inconscio».  Il personaggio principale è Leopoldo Bloom, un ebreo irlandese, piccolo borghese, marito infedele di una moglie infedele, meschino in ogni atto della vita quotidiana. Un altro personaggio è Stephen Dedalus, uomo colto, spirituale, mente problematica.

         Ivan Illich (1926-2002), celebre pedagogista e filosofo austriaco, è stato una figura originale di prete e di profeta militante. La sua vita è stata caratterizzata dal suo impegno pastorale per gli immigrati portoricani a New York e per la fondazione in Messico del «Centro per la formazione interculturale», volto alla preparazione linguistica e culturale dei volontari inviati dagli Usa in America Latina. Dal rifiuto di un Vangelo a servizio del capitalismo, dal tradimento dell’originario messaggio evangelico, prese le mosse una diatriba con il Vaticano che porterà Illich alla rinuncia dell’esercizio del ministero sacerdotale.

 

 


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