L’angolo delle curiosità: Letteratura

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L’angolo delle curiosità: Letteratura (z)

La letteratura ha il compito e il senso di continuare la tradizione del narrare,                      perché noi possiamo sostenere la prova della nostra vita solo raccontando.      (Peter Bichsel)

     Lo scrittore Niccolò Machiavelli nel 1513 scrive al suo amico Francesco Vettori, ambasciatore fiorentino alla corte di Leone X, tra l’altro gli racconta come passa le serate nel suo esilio in Val di Pesa: «Venuta la sera, mi ritorno in casa ed entro nel mio scrittoio; e in su l’uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto i panni reali e curiali. E rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui, uomini dove da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo, che solum è mio e che io nacqui per lui; dove io mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni: e quelli per la loro umanità mi rispondono; e non sento per quattro ore di tempo alcuna noia; sdimentico ogni affanno, non temo la povertà; non mi sbigottisce la morte».

     Lo scrittore francese Marcel Proust, autore del romanzo Á la recerche du temps perdu, (scritto tra il 1906 e il 1922, pubblicato in sette volumi tra il 1913 e il 1927, dei quali gli ultimi tre postumi), volontariamente si è recluso nella famosa stanza foderata di sughero in via Hamelin, dove è morto nel novembre del 1922.

     Geno Pampaloni, critico militante, ha più volte denunciato nelle recensioni la prevalenza dell’informazione sul giudizio di valore. E spiegava: «Se in una settimana escono tre libri sono tre notizie in più e non, come una volta, “tre occasioni di riflessione»

     Lo scrittore statunitense Stephen King è considerato da anni l’autore di letteratura horror più prolifico e forse anche più letto: più di 60 romanzi, oltre 100 racconti, diverse novelle e alcune sceneggiature fanno parte della sua opera.

In passato il Gianicolo era un bosco. In quel luogo suggestivo, con Roma a fare da sfondo, leggenda vuole che il grande poeta Torquato Tasso trovasse rifugio e ispirazione all’ombra di una quercia.

    Secondo Mario Vargas Llosa, Premio Nobel della Letteratura 2010, «La civiltà si impoverirebbe molto se la letteratura sparisse o se diventasse un puro divertimento, uno svago passeggero e superficiale. Se lo spirito critico scomparisse, probabilmente il mondo più avanzato, quello scientifico e tecnologico, diventerebbe un mondo di automi di robot, e quegli incubi che la letteratura è stata capace di inventare (ad esempio quelli di Zamjatin e Orwell) potrebbero concretizzarsi.


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