L’angolo delle curiosità sulla città di Latina e sul territorio pontino (8)
Noi italiani abbiamo un’identità debole e sfocata. Quanto ci divide è ben più di quel poco che ci unisce. Dipende naturalmente dalla storia e dalla frattura mai sanata fra il Nord e il Sud del nostro territorio. Michele Ainis
Satricum, una delle ricchezze del patrimonio culturale presente nel territorio pontino, è stata una delle prime città italiche del territorio pontino. Grazie agli scavi e alle recenti ricerche archeologiche si è scoperto il tempio consacrato alla Mater Matuta, la dea italica dell’antica città. La dea dell’alba, della fecondità era patrona dei parti e della famiglia. I romani riconoscevano in lei una divinità dell’aurora, degli “inizi” e delle nascite.
L’abbazia di Fossanova, nel Comune di Priverno, è uno dei luoghi più suggestivi del territorio pontino.
Il santuario Maria Santissima della Delibera di Terracina, tanto caro agli abitanti della cittadina, è retto dai frati cappuccini
Il Parco archeologico della Villa di Domiziano, che si trova nel Comune di Sabaudia, spesso diventa teatro di un viaggio tra arte e mito camminando tra i resti della Villa. Questa località è entrata recentemente a far parte dei luoghi della cultura della Direzione regionale Musei nazionali del Lazio.
Monsignor Renato di Veroli nato a Sezze nel 1916 è stato un sacerdote molto apprezzato non solo dai suoi fedeli presso la parrocchia di Santa Maria Goretti a Latina, che ha guidato dal 1955 al 2001. Ha scritto il libro Sacerdote per sempre nel quale ha raccolto il suo lungo percorso umano e spirituale. Durante il suo ministero ha mostrato con coraggio, coerenza e amore un’ attenzione costante verso i giovani e un impegno sociale e civile in difesa dei debol e dei fragili.
Nel settembre del 1975-due giovani donne, Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, furono attirate con l’inganno in una villa a San Felice Circeo da tre giovani ricchi, neofascisti che non manifestarono mai un segno di pentimento. Furono violentate e torturate. Rosaria fu uccisa e Donatella si salvò fingendosi morta nel bagagliaio di un’auto accanto al cadavere della sua amica. Questo tremendo delitto fu uno dei più atroci episodi di cronaca del nostro territorio e dell’intera Italia.
Nel saggio I fatti del Circeo Serena Terziani (dottoranda dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza) ricostruisce in maniera meticolosa l’episodio di violenza sessuale del Circeo e l’infamia di un processo, dove si cercò di colpevolizzare le ragazze aggredite nel settembre del 1975 del nostro territorio provinciale. Per il dibattito pubblico l’evento fu una occasione che generò la rivolta della donne in piazza e nelle aule del processo.
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