LATINA- Le strade vuote, nessun rumore,nessun calpestio di gente, nessun rombo di motore.Solitudine!Angoscia!Città vuota.

Pensieri e parole per cercare un conforto,per riempire il vuoto che ci assale .

Ma  dall’ospedale Santa Maria Goretti, è arrivata una brutta notizia. E’ deceduto uno dei due dirigenti INPS, che era stato ricoverato, 12 giorni fa, quando si è scoperto che i due dipendenti erano risultati positivi al coronavirus. E’ la prima vittima di Latina del coronavirus.

Francesco Spagnolo,54 anni,non ce l’ha fatta. Era il responsabile degli ammortizzatori sociali. Il direttore dell’INPS lo ricorda come “una persona di eccezionali doti umane e professionali”. Lascia la moglie e tre figli piccoli.Dunque il virus non uccide solo gli anziani.

Noi vorremmo capire perché non ce l’hai fatta Francesco.

La verità non la sappiamo.Oggi la città ha più paura e si sente smarrita.Tutti abbiamo più paura, perché il contagio è veloce e tutti siamo indifesi e non sappiamo dov’è il nemico e la morte è sempre dietro l’angolo. Solo chiusi in casa possiamo salvarci e resistere.Ma si può vivere così? Oggi comprendiamo meglio che cos’è la libertà, che cos’è il focolare domestico, che avevamo dimenticato.

Francesco era amato e stimato da tutti.”Sei volato in cielo troppo in fretta, scrive Cecere, segretario Cisl. Ti ricordiamo con un sorriso  e un abbraccio e siamo vicini alla famiglia, ai tuoi bambini e a tutti i dipendenti dell’INPS.Resterai sempre nei nostri pensieri,nei nostri cuori, per darci la forza di continuare e affrontare il futuro.

“Mi mancherai tanto” dice l’ex assessore, Giulia Caprì.

Latina è cambiata, come tutta l’Italia, come l’Europa, come tutto il mondo . Queste vie deserte, questo silenzio,portano dentro di sé l’angoscia di un intero popolo.Nessuno l’aveva previsto, ma siamo davvero in guerra, una guerra invisibile, dove il nemico è un fantasma, che però si muove velocemente e cerca di agganciarsi, con i suoi uncinetti, ai polmoni per  chiudere gli alveoli. Chi muore non ha il conforto neppure dei parenti, perché non si possono avvicinare e avranno le sue ceneri dopo un mese. Terribile!

Eccolo dunque il coronavirus, che ha messo in ginocchio anche le più grandi potenze del mondo, dimostrando la fragilità assoluta dell’uomo. Oggi a Latina, però, siamo più tristi e più deboli, più incerti di prima e piangiamo una persona perbene, che ci ha lasciato. Ma noi dobbiamo reagire, cercando il conforto e l’abbraccio virtuale di tutti coloro che conosciamo, stando rinchiusi nelle nostre case,cambiando le nostre abitudini, cercando dentro di noi e tra le cose che ci circondano e le comunicazioni veloci, l’affetto e la speranza, che non devono mai mancare, specialmente in questo difficile e sconvolgente momento storico.


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