Latina torna al centro del dibattito nazionale per la sicurezza dopo l’ennesima esplosione che ha colpito la città.

L’ultimo episodio, avvenuto il 23 novembre in viale Kennedy, ha danneggiato una palazzina e costretto quattro anziani al ricovero per accertamenti, scatenando paura tra i residenti.

La deputata della Lega, Giovanna Miele, ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno chiedendo interventi straordinari e valutando l’istituzione di una “zona rossa”, per frenare l’escalation di violenza che negli ultimi mesi ha colpito interi quartieri della città.

Secondo Miele, il contesto è aggravato dalla guerra tra clan rom per il controllo dello spaccio di droga, che negli ultimi tempi ha visto un aumento dell’uso di ordigni esplosivi.

Negli ultimi quattro mesi sono state collocate cinque bombe in androni o ingressi di palazzi, generando panico e mettendo a rischio la vita dei cittadini.

L’allarme sicurezza è ulteriormente alimentato dai dati su droga: una ricerca del Ministero dell’Interno, realizzata con l’Istituto Mario Negri e l’ISTAT, evidenzia un aumento del consumo di cocaina nelle acque reflue urbane negli ultimi tre anni, un segnale della crescente diffusione delle sostanze stupefacenti in città.

Le richieste di Miele puntano a misure straordinarie per proteggere i cittadini e contenere la violenza legata allo spaccio, in una Latina che vive tra paura e crescente preoccupazione per la sicurezza urbana.

 

 


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