La raccolta di poesie “Tra albori e crepuscoli” è stata selezionata nel concorso Libri di-versi in diversi libri, in memoria del poeta scrittore Corrado Carbè, Collana Araba Fenice, Libreria Editrice Urso, edizione 2017 – 2018, e questa è la poesia che ha dato il titolo all’omonima raccolta:
Tra albori e crepuscoli
Albori sospirati
inseguono radiosi
il profumo della felicità
avida chimera
lungo la via tracciata
d’accennati barlumi di speranza
con incerti crepuscoli fumosi.
Sintomi d’amore
vivi segni di tenerezza
nel profondo dell’anima
si mescolano
si rincorrono
a teneri sogni sospirati
conducono
finché inquietudine e letizia
senza sosta si sfidano
a insolito e imperituro duello
e il vago dominio
dell’una sull’altra
sconforto o respiro
all’indole conferirà.
- Presentazione
In questa quinta raccolta, il poeta preannuncia, come fa ancora l’aurora di un nuovo giorno, la descrizione delle passioni e degli impulsi amorosi che lo portano a ponderare il giusto equilibrio tra la ragione e il sentimento. Egli, grazie al suo spirito sensibile, ancora una volta, mette in risalto sia i suoi continui turbamenti causati dall’eros, che lo fanno tuffare nella bellezza della vita, sia il suo attaccamento alla Natura, della quale coglie la raffinatezza pittorica e l’ancestrale vena poetica, continuamente attratto dalle esibizioni estrose dei suoi delicati colori che gli risollevano l’animo colmo di angoscia.
Al tempo stesso, nei suoi versi, distribuito qua e là, c’è un ritorno al passato, un ritorno elegiaco nei luoghi della fanciullezza, che aveva abbandonato per l’insania perniciosa della miseria umana ignara di come gira il mondo, e da cui sono sgorgati i sogni che svanirono per sempre a causa dell’inganno prodotto dalla fretta di arrivare alla meta, come quando l’auto [va] veloce, e l’autista non si accorge dei dettagli dell’intorno. Tra sogno e tormento, tra tristezza e gioia, il poeta col lume della ragione, va alla ricerca del vero in questo mondo balordo, facendosi guidare dalle sue fantasie giovanili e affidandosi ai fulgidi raggi striati della luna piena, che gli portano luce nel buio del… cuore, o al calore del legno che crepita nel focolare acceso. E va, infine, alla ricerca d’un sorriso, un sorriso ricambiato, anche appena abbozzato, che possa dar[gli] riposo, al fine di acquisire l’ardore, di gridare al mondo “ti voglio bene!”.
- Note di critica
Finché inquietudine e letizia/ senza sosta si sfidano/ a insolito e imperituro duello/ Belli questi tre versi, complimenti!/ La copertina mi piace molto, bel colore. Complimenti! (Grazia La Gatta)
Le stelle che ieri sera si sono accese nel cielo non mi hanno tradita… oggi un barlume di sole ha fatto finalmente capolino dopo tanti giorni e mi ha salutata mentre delicatamente mi accarezzava il corpo e lo spirito. Guardo la copertina di oggi e vedo il sorgere del sole mentre un uomo è in cammino. E’ l’alba, la prima dopo tanto tempo come l’ alba della vita… quella che ha visto il piccolo Ahmed venendo ieri alla luce. “Tra albori e crepuscoli”… così s’intitola la nuova raccolta di poesie di Francesco. Mi soffermo ora sul titolo e penso: Tra l’alba ed il crepuscolo scorrono i giorni della vita… passano come in una moviola le fatiche, le mani stanche, i sorrisi, le carezze, le gioie, le ansie, le paure, gli abbracci e gli amori, le solitudini, le perdite ed i dolori… poi ancora riaffiora la speranza, quella che nasce quando cala il sole, l’ora in cui si acquietano la mente ed il cuore, l’ora in cui tra te e te dici… anche questo giorno è volato via… cosa ho fatto di buono? Sono stata d’aiuto a qualcuno? Sono stata tra i pensieri degli altri o un loro pensiero?… l’ora in cui speri in un domani nuovo e migliore e speranzosa ti arrampichi ad agganciare un’ancora alla tua stella… l’ora dei ripensamenti e della malinconia. Con i versi di Francesco torna prorompente il tema del cammino della vita. In essi aleggiano “il profumo della felicità” ed i “barlumi di speranza”. Il cammino che spesso ci dà tormento… il cammino già tracciato per destino o nostra volontà mentre strada facendo innamoramenti e tenerezze si rincorrano riaffiorando dal profondo dell’anima e si mescolano a “sogni sospirati” e mai avverati. Ecco infine “l’insolito ed imperituro duello tra ” inquietudine e letizia”… una lotta fino all’ultimo sangue mentre, sospeso tra albori e crepuscoli, aspetti impotente di vedere chi dei due sarà il vincitore. Se a vincere sarà l’inquietudine, lo sconforto scenderà in fondo all’anima, se invece la letizia sarà incoronata vincitrice, con lo spirito rincuorato da un profondo respiro, aspetterai altri albori, altre tenerezze, altre speranze fino al crepuscolo… ora in cui sarai nuovamente arbitro di altre sfide. Complimenti Francesco… versi avvincenti e malinconicamente belli. (Carmela Di Rosa)
Alba e crepuscolo, così simili! Quei momenti in cui la luce è appena accennata, breve spazio tra il giorno e la notte metaforicamente tra Vita e Morte … a colpi di versi trasformi i ricordi in poesia, suoni e visioni, ricerca linguistica e ritmo, polisemia delle parole e versatilità di concetti … Complimenti Francesco! (Nina Esposito)
- La poesia come musica dell’anima (Francesco De Sanctis)
Siamo arrivati alla settima edizione del Concorso letterario “Libri di-versi in diversi libri” ed ho l’onore di presiedere la Giuria, composta da: Concetto Boccaccio, Corrado Bono, Loredana Borghetto, Antonino Causi, Francesca Corsico, Carmela Di Rosa, Luigi Ficara, Maria Antonia Forte, Antonino Muccio, Vera Parisi, Fausto Politino, Maria Restuccia, Cettina Sortino, Lilia e Urso Marco, Miriam Vinci, con, in aggiunta, i poeti vincitori delle sei precedenti edizioni, Giovanni Catalano, Maria Chiara Quartu, Pietro Vizzini, Nina Esposito e Carlo Sorgia. Ringrazio ciascuno di loro per l’impegno profuso nel non facile compito di valutazione.
L’edizione corrente, 2017/2018 è caratterizzata dal numero “7”, numero che è a me caro, significativo e presente in ogni evento importante della mia vita. In fondo, niente accade per caso! Ho visto “nascere” e progredire fin dall’ideazione questa bellissima esperienza poetica che in tutti questi anni ha condotto tanti poeti provenienti da ogni parte d’Italia (isole comprese), a mettersi in gioco, partecipando. Negli anni precedenti ho condiviso con gli altri giurati il travaglio e la responsabilità di esprimere un giudizio sui versi presentati dai partecipanti. In questa occasione, com’è tradizione del Concorso, da presidente non ho partecipato alle votazioni, ma ho seguito ugualmente tutte le fasi, e mi sono sentita più libera di gustare al pieno le emozioni e la bellezza della diversa espressione poetica. Un Concorso questo “sui generis”, particolare, in cui a vincere, in fondo, è la POESIA, nella sua peculiarità e in cui viene valorizzato l’uomo in tutte le più profonde sue sfaccettature.
La grande malia della scrittura, cioè essere capaci di “dipingere” con le parole la bellezza che è dentro e intorno a noi, ma anche di “resettare” l’anima ferita dell’uomo, nella poetica trova la sua massima espressione. La poesia è musica dell’anima; e nella personale esperienza è proprio lei, la musica, che, intrecciata ai versi, ha accompagnato – e continua ad accompagnare – le performance poetiche mirabilmente organizzate dall’editore, nonché mio amato compagno di vita, Francesco Urso. In particolare, in questo Concorso le due muse, poesia e musica, convivono e si manifestano attraverso la mia voce e le corde della mia chitarra.
L’edizione del 2017, dedicata al poeta-scrittore Corrado Carbè, ha visto la partecipazione di cinque poeti stranieri su un totale di trentasette poeti selezionati. Viene così sempre più confermata di anno in anno l’internazionalizzazione del Concorso, con apertura a sempre nuovi percorsi, emozioni e incontri, specialmente con un’evoluzione qualitativa significativa. Tutto questo lascia ben sperare, poiché sono convinta che, finché c’è poesia nella vita di ciascuno, esiste la speranza di poter costruire una umanità migliore, tollerante e capace di convivere e costruire la pace dentro e fuori di noi. (Liliana Calabrese – Presidente della Giuria)
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