“Le tavolozze degli artisti livornesi”

L'iniziativa del curatore della rivista culturale Arte a Livorno....e oltre confine

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Livorno, 31 marzo 2025 – Pelagatti, Mataresi, Madiai, Luschi, Sumberaz e tantissimi altri ancora, ancora in vita e non, di sesso maschile e femminile, per un totale di 235 pezzi unici, realizzati con cura, impegno e professionalità. Sono le “Tavolozze degli Artisti Livornesi”, raccolte e pubblicate dal curatore della rivista culturale Arte a Livorno…e oltre confine Mauro Barbieri, rivista nata ormai 30 anni fa. Mauro Barbieri è uno dei massimi esperti di arte e di pittura a Livorno e da anni si occupa anche del Premio Rotonda.

Mauro Barbieri

“Ho lanciato l’iniziativa delle tavolozze d’artista nel ’98 – ci racconta – il tema e il proclama era lo stesso, la città di Livorno e la valorizzazione della pittura livornese. Organizzammo una mostra nel salone delle poste centrali in via Cairoli e fu un grande successo. Da lì abbiamo proseguito con la pubblicazione sul nostro cartaceo di tutte le opere. Di recente abbiamo voluto dare un nuovo impulso all’iniziativa, perché di questi tempi ce n’è davvero bisogno. Ormai i nostri giovani pensano solo al loro cellulare e a alla loro macchina e in pochi pensano a comprare un quadro. Lo spirito e il significato è lo stesso, valorizzare Livorno e la pittura livornese”.

Parlaci delle tavolozze, sono in vendita? “Assolutamente no, semmai posso indirizzare chi è interessato dall’artista, così oltre alla tavolozza, gli può venire l’idea di acquistare anche un quadro. Se non mi sbaglio siamo arrivati a raccogliere 235 pezzi e si tratta di opere in cui si vede l’impronta dell’artista che le ha realizzate con il massimo impegno. Vogliamo dare visibilità a queste opere e procederemo il prima possibile ad una nuova pubblicazione sulla rivista e possibilmente a una nuova esposizione. Anche se siamo nell’era dei social, personalmente ritengo che le opere vadano viste dal vero”. Conosci e hai conosciuto personalmente un grandissimo numero di artisti livornesi e con qualcuno hai fatto anche amicizia e hai organizzato eventi per loro, oggi cos’è cambiato? “Come ho detto a Salvetti non possiamo arrivare esimi. Per il duecentenario di Fattori è vero che per la ricorrenza di settembre si sta preparando una grande mostra ma saremmo dovuti arrivare primi e invece non arriviamo nemmeno secondi. Mi riferisco alla mostra di Piacenza, in cui c’è anche una sezione di pittori livornesi, e non solo”. Cosa ci manca? “Per organizzare delle mostre temporanee di spessore occorre un legame con il territorio, poi gli sponsor, le assicurazioni per ogni singola opera, le fondazioni bancarie per il grosso dei finanziamenti e l’amministrazione per i soldi che mancano. Forse mancano proprio quelli, i soldi”. E il Museo della Città? “Prendo ad esempio la mostra di Leonardo Da Vinci che è stata senza dubbio un flop, a tutti i livelli, anche per l’incasso, ovviamente se glielo vai a chiedere diranno di no perché l’hanno organizzata loro. Il legame con il territorio è importante, non dovremmo basarci su organizzazioni che vengono da fuori. Dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo ma il lavoro è lungo. Ci sono tantissimi pittori livornesi che non valorizziamo che invece sono conosciuti e apprezzati ovunque. Cito per fare solo un esempio Raffaele De Rosa, che è sicuramente il più importante pittore livornese contemporaneo, le cui opere sono esposte nelle migliori gallerie nazionali ed internazionali, ma che inspiegabilmente a Livorno non trova spazio”.


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