LATINA- Viviamo gli anni del disincanto, oltre che del disimpegno. Orfani come siamo delle grandi idee che hanno scolpito il ‘900, possiamo soltanto navigare a vista nel mare tempestoso di questa pseudo politica italiana.
Non avrei mai pensato che un avvocato di Volturara Appula potesse sedere assieme ai grandi della terra e intavolare trattati e strategie in compagnia della signora Merkel.
Morti i partiti e con loro le scuole di formazione ed il tradizionale cursus honorum, non dobbiamo stupirci d’avere eletto un Sindaco che nella vita non s’è mai occupato di politica né di amministrazione.
Damiano Coletta sa d’essere un neofita del genere, ma ha anche compreso di nutrire per l’ars politica un amore sincero quanto inaspettato.
Dopo anni difficili, comincia a rendersi evidente una certa maturazione. In primo luogo nello stile della comunicazione del primo cittadino: egli finalmente sorride, stringe mani, non dà l’insopportabile idea di guardarti dall’alto in basso con aria di superiorità.
Era ora! Personalmente lo andavo scrivendo da anni, ormai, che un Sindaco deve esser tale anche nella manifestazione del sé pubblico.
Coletta non ha certamente bisogno dei consigli di chi scrive, tuttavia se avessi l’occasione di parlargli davanti ad una bottiglia di Lagrein (cantina Hofstatter, naturalmente!) gli direi :Caro Sindaco, non cadere nella tela del ragno dei partiti dei partitini dei gruppuscoli infiniti della sinistra. Certo, tutto fa brodo, specialmente quando ci si prepara ad una campagna elettorale difficile , ma senza esagerare!
Il campo progressista non può che convergere sulla ricandidatura di un uomo che, dopo vent’anni di destra, è riuscito laddove tantissimi cattedratici titolati e gran ciambellani della politica avevano rovinosamente fallito.
Metabolizzate il lutto, cari compagni, lasciate perdere le primarie che è meglio e date una mano a Damiano Coletta intorno ad un programma e ad una idea di città riformista per davvero. Usate le categorie della fantasia e della creatività, osate !
Quel che sta accadendo in provincia, vedi Terracina, lascia ben sperare che il medesimo copione si replicherà a Latina. Il centrodestra, o quel che ne rimane, è in parte ancora composto da soggetti largamente impresentabili la cui vittoria, è bene tenerlo a mente, farebbe fare a Latina il passo del gambero in termini di rigore morale e trasparenza.
Personalmente non voterei nessuno di quei signori nemmeno se avessi un fucile puntato al basso ventre, che è tutto dire.
Godetevi l’estate, amici politici, che a settembre dovrete dare segnali di vita.
Vi ricordo con Cicerone: otium cum dignitate!
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