E’ lo stesso noto giornalista televisivo a rivelarlo in un’intervista pubblicata stamane dal Corriere della Sera, nella quale assicura tuttavia di non aver mai impedito il libero passaggio ai frequentatori dell’arenile, con il quale non confinano né locali pubblici né stabilimenti balneari.
Ma il direttore approfitta dell’occasione per scaricare il suo livore sugli amministratori di Sabaudia, accusandoli di prendersela con il singolo, invece di dedicare maggiore cura verso una città simbolo dell’architettura razionalista perché “è tenuta da schifo così come il meraviglioso Parco”.
Questi alcuni brani dell’intervista. Poi, una volta venuto a conoscenza che la sua abitazione estiva non è l’unica entrata nel mirino di Mosca, bensì una delle otto disseminate sul lungomare, oggetto di ordinanza sindacale, con una nota inviata allo stesso quotidiano corregge il tiro: “Non mi va di passare per uno che mette lucchetti per impedire ai bagnanti di scendere a mare, ma ho capito che è solo l’inizio di una azione del Comune che riguarderà, progressivamente, tutte le servitù di passaggio delle case sul mare”.
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