Mosaico unico al mondo nella Cattedrale di Pisa. Dove la Materia è come un Archivio Storico.

di Sergio Salvatori

 Nella Cattedrale di Pisa esiste un mosaico unico: è l’Annunciazione,  che utilizza una tecnica fino ad oggi non individuata in nessuna parte del mondo, attribuita al pittore italiano Lippo Memmi, esponente della scuola senese della prima metà del Trecento.

All’interno della Cattedrale si rimane abbagliati dal grande mosaico absidale in fondo alla navata, che spicca e colpisce l’occhio. Al centro risalta il Cristo Pantocratore (in altre parole, come Signore e Giudice del mondo) di Francesco da Pisa, mentre a destra si trova la figura di San Giovanni di Cimabue e a sinistra la figura della Vergine Maria, di Vinicio da Pistoia. Anton Sutter coordinatore del restauro materico dell’Opera della Primiziale Pisana ha spiegato che il restauro complesso del Transetto settentrionale è stato completato, come anche quello del Transetto nord. Molti restauratori ci hanno lavorato e non solo loro, anche molte persone unite ad un altro gruppo interdisciplinare di ricercatori, qui, la storia e il restauro s’intrecciano afferma Sutter, e continua dicendo che i ricercatori sono archeologi, storici dell’arte, geologi, tecnografi, ingegneri, ed insieme cercano più informazioni possibili, ci sono voluti cinque anni, sembra un lavoro lungo, ma bisognava aspettare che il ponteggio intanto veniva smontato e rimontato da una parte all’altra e bisognava aspettare di inserire anche le vetrate, Tra i risultati più importanti trovati durante il restauro, c’era la sensazionale scoperta continua Sutter, delle tessere in stucco nel mosaico, un ritrovamento unico nel suo genere.

Di solito i mosaici utilizzano tessere vitree, pietre colorate, oppure smalti, ma in nessun caso tessere di stucco. Perché allora inserire gli stucchi? Per un motivo importante, infatti, tra i colori a disposizione mancava il rosa degli incarnati dei volti, che a quei tempi era un colore molto difficile da realizzare con le paste vitree, infatti, il colore rosa della pelle era eseguito con tessere in terracotta, perché questo materiale poteva prima essere dipinto del colore desiderato; e oltre a queste erano usate le tessere in stucco che consentivano una larga gamma cromatica dei toni rosati. Lo studio dei mosaici, non si limita alla sola conservazione, ma comprende le fasi fondamentali delle indagini.

Tra gli altri materiali usati dai mosaicisti si trovano tessere in pasta vitrea colorata, spesso tagliate in forme allungate che richiamano l’andamento delle pennellate pittoriche. Questi elementi tecnici del mosaico si fondono con la pittura, come una fusione di mondi, tra il mondo del mosaico e quello della pittura.


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