LATINA – Pacifico, M5S: «No al caporalato in provincia di Latina ma teniamo anche conto delle aziende che devono raccogliere i prodotti». Ancora una volta dobbiamo assistere allo scempio che si consuma nelle campagne della provincia pontina. Ancora una volta le forze di polizia devono intervenire per reprimere quell’odioso reato che sfrutta i lavoratori più esposti e che va sotto il nome di “caporalato”. Lo scrive nella sua nota Marinella Pacifico, senatrice del Movimento 5 Stelle, eletta nel collegio di Latina.

«La cronaca giudiziaria di questi giorni – scrive la senatrice del Movimento 5 Stelle di Latina -, ci racconta che, nonostante le norme giuridiche indichino chiaramente le procedure per armonizzare le regole di un sano rapporto lavorativo, qualche azienda agricola, poche per fortuna, si ostini a percorrere la via fuorilegge del caporalato. Avremmo auspicato che i rapporti di lavoro fossero regolati all’interno di una cornice di garanzie dalle organizzazioni sindacali e dai datori di lavoro e non dalle forze dell’ordine. In ogni modo, il tema si ripresenta nella sua cruda attualità e va affrontato, soprattutto in questo delicato momento della vita del Paese, con una crisi economica che solo nel comparto dell’agricoltura segna un -200.000 posti di lavoro, fino ad oggi.

La confagricoltura ci mette in guardia circa la mancanza di lavoratori per i prossimi mesi, quelli tradizionalmente più produttivi. La chiusura, di fatto, delle frontiere rischia di mettere in ginocchio la nostra economia a causa della  mancanza di manodopera. L’urgenza poi diventa emergenza se si considera che il clima di questo inverno, particolarmente caldo, ha anticipato  alcuni raccolti. E’ necessario contemperare le esigenze delle imprese con quelle dei lavoratori. I dati ci dicono che il ricorso a manodopera straniera in questo comparto risulta vitale per il nostro sistema, ma va sempre sancito da regole chiare e soprattutto in quel quadro normativo succitato. Gli strumenti a cui possiamo ricorrere sono i voucher. E, per tutelare al meglio i lavoratori stranieri, diventa indispensabile rinforzare gli ingressi in Italia attraverso i contratti di lavoro stagionali legati al permesso di soggiorno all’uopo, permettendo così ai sindacati di categoria di esercitare le prerogative intrinseche quali il rigoroso rispetto dei contratti. Demandare un tema sociale-lavorativo alle forze dell’ordine è abdicare alle prerogative delle forze sociali».


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