
Proveniente dal Gaia Zoo di Kerkrade (Olanda), il nuovo gruppo è stato accolto senza alcuna difficoltà, tanto da non mostrare più differenze tra l’abituale residente e i nuovi arrivati. Durante i primi giorni nella loro nuova casa, i 21 uccelli hanno preferito ambientarsi osservando dall’alto, iniziando solo dopo a esplorare il terreno. Con la speranza, da parte dello staff, che trovino confortevole anche la “nursery” dedicata ai nidi, dove poter deporre le uova, accogliere i pulcini e contribuire alla conservazione della specie, inserita nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. “La progressiva perdita di habitat – spiega Caterina Spiezio, responsabile Ricerca in ambito Animale di Fondazione Zoom – coinvolge tutto l’areale dell’ibis scarlatto, che va dalle isole caraibiche di Trinidad e Tobago (dove quest’uccello è impresso nello stemma nazionale) fino al Brasile meridionale. E tocca le foreste di mangrovie, le lagune costiere, gli estuari e le paludi salmastre. Tutte quelle zone umide fondamentali, dove gli esemplari possono cercare il cibo sondando fango e acque basse con il loro inconfondibile becco arcuato alla ricerca di piccoli crostacei, insetti acquatici e molluschi, costruire i nidi tra i rami e condurre una vita gregaria all’interno dei loro gruppi sociali. Anche per questa specie, è la conversione del suolo da parte delle attività umane il problema principale, aggravato da una crisi climatica che non accenna ad invertire la tendenza”. Con l’arrivo definitivo della stagione fredda, Rojo e gli altri ibis scarlatti al parco Natura Viva potranno scegliere di restare al caldo dei loro reparti interni o uscire nella grande voliera per fare dei veri e propri bagni di sole.
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