
“Il pulcino sta bene e sarà mamma Alba ad accudirlo e nutrirlo per tutto il primo mese di vita”, spiega Camillo Sandri, direttore zoologico del parco Natura Viva di Bussolengo. “Durante i primi 25-30 giorni però è il papà a portare topi sul nido, che poi lei spezzetterà e offrirà al pulcino finché non inizierà a mangiare da solo prima dell’involo”. Difficile individuare il numero esatto di uova che Alba sta ancora covando per non disturbare mamma e piccolo, che potrebbe avere uno o più fratelli. Dal tipico volto a forma di cuore, il barbagianni è un formidabile rapace notturno che forma coppie inossidabili, come testimoniano Alba e Tyto. Un tempo grande alleato dell’agricoltura in grado di consumare dai 3 ai 6 ratti per notte, oggi muore proprio a causa dell’ingestione delle prede uccise dai prodotti fitosanitari, tossici per gli animali. Un fenomeno che in Pianura Padana ha raggiunto una riduzione della popolazione anche dell’80% negli ultimi 20 anni (IUCN Italia), dove il parco Natura Viva e l’Università di Bologna, oltre a partner locali come Italmark e grandi agricoltori, stanno lavorando alla ricolonizzazione delle campagne, grazie all’installazione delle casette nido del “Progetto Barbagianni”.
“Quest’ultimo pulcino (e i fratelli che potrebbero nascere a breve) – conclude Sandri – si aggiungono al contingente ospitato dai parchi zoologici che in Italia conta 16 esemplari. Si tratta di una nascita preziosa, in grado di mantenere vivo un patrimonio genetico che in natura si riduce a tassi molto veloci. E che, se opportunamente preservata, potrebbe essere un’alleata preziosa e una risorsa anche economica alla gestione degli ecosistemi rurali”.
(Foto Elvis Venturelli)
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