LIVORNO – A un anno dalla tragica scomparsa avvenuta per suicidio, apre una mostra in memoria di Nicola Vukich, dal 10 maggio, giorno in cui sarà inaugurata l’esposizione, fino al 28 luglio al Museo della Città. Cantautore, pittore, scrittore, studioso esperto medievista, insegnante di lingua araba, maestro elementare, Nicola Vukich, livornese ma nato in Jugoslavia nel 1972 dove è rimasto fino a vivere sulla propria pelle la terribile esperienza della guerra, si è trasferito poi in Africa con la madre, operatrice e volontaria nel settore delle adozioni e quindi si è stabilito a Livorno. Le sue creazioni artistiche, quelle pittoriche soprattutto, sono puramente “fauve”, selvagge, sono intrise di mistica, spiritualità e violenza. I suoi quadri sono anche delle installazioni, con vetri, triangoli di specchi, gioielli, applicati sulle tavole. Un vissuto quello dell’artista livornese, che rispecchia in pieno lo spirito multietnico della nostra città e quello intellettuale e culturale, difficile, in perenne conflitto, alla ricerca di più spazio e di più comprensione, affetto e attenzione. Nicola Vukich aveva “tutte le carte in regola per essere un artista” come cantava Piero Ciampi di cui era un grande ammiratore e amava
interpretarne le canzoni. Come chitarrista e cantautore sono tante le sue apparizioni e le sue “performance” nei locali livornesi.
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