Prof e catechista pontino pedofilo: mostrava video porno di un prete che conoscono per convincere i giovani a fare sesso con lui…

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LATINA – L’indagine che vede coinvolto un ex professore di religione e catechista pontino, sospeso dal Liceo Majorana di Latina e dalla curia dopo lo scoppio dello scandalo, riserva sempre nuovi e vergognosi capitoli.

Come riportato dal collega Pistilli dalle colonne di Repubblica, il 50enne indagato per violenza sessuale su minore aveva metodi diversi e molto articolati per convincere le sue giovani vittime ad avere rapporti sessuali consenzienti. Gli inquirenti infatti sospettano che l’indagato abbia mostrato ad alcune vittime un video porno realizzato con un sacerdote per convincere i minori a fare sesso, condendo la visione del video con frasi tipo: “Se lo fa lui, vuol dire che non c’è niente di male…”.

Come noto, l’uomo è accusato di aver abusato di un minore vicino alla sua famiglia e di alcuni giovani del liceo, ed attualmente si trova ristretto ai domiciliari.

Il video in questione non ritrarrebbe un anonimo sacerdote o sedicente tale, ma un vero prete, per altro della zona, col quale l’indagato avrebbe effettivamente avuto un rapporto sessuale filmando quei momenti di intimità all’insaputa del religioso. Quindi avrebbe usato questi filmati per evitare che i minori facessero resistenza, convincendoli che se compiva determinati atti un prete che loro conoscevano bene, non c’era nulla di sbagliato nel fare determinate cose.

L’ipotesi sarebbe ancora da verificare, mentre il sacerdote, estraneo alle accuse e non indagato, è stato da qualche tempo spostato in un altro centro pontino rispetto a quello dove operava al momento in cui avrebbe avuto rapporti con l’ex professore di religione.

La paura delle forze dell’ordine è che questi episodi siano solo la punta dell’iceberg di una vera e propria rete di pedofilia che si muoveva tra parrocchie, case famiglia e scuola, e che la stessa godesse di una serie di protezioni; a quanto pare, infatti, qualcuno avrebbe avvicinato alcune delle vittime chiedendo di ritirare le denunce e compiendo veri e propri atti intimidatori.


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