Dal suo blog, Franco Brugnola, ex direttore amministrativo della Asl di Latina, oggi anima del Comitato per la Difesa del Punto di Primo Intervento di Sabaudia, torna sulla questione dell’ormai inaccettabile chiusura notturna dei sette PAT/PPI della provincia (Cori, Cisterna, Sezze, Priverno, Sabaudia, Gaeta, Minturno).

“In base al DPCM 12 gennaio 2017 con cui si è provveduto alla “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 – scrive Brugnola – l’emergenza sanitaria territoriale è un servizio ineludibile e pertanto deve essere assicurato ai cittadini”.

Malgrado ciò, “la Regione Lazio non garantisce in provincia di Latina questo servizio nelle ore notturne dal giorno 5 ottobre 2020 (come da ordinanza del DG Casati del 2 ottobre 2020), per cui i pazienti di molti Comuni, spesso distanti oltre i venti minuti previsti dalle Linee Guida approvate dalla conferenza Stato Regioni sin dal 1996, non ricevono cure adeguate dai medici né vengono stabilizzati prima del trasporto in ambulanza al Pronto Soccorso più vicino, mettendo a rischio la vita stessa delle persone”.

Nonostante le tante segnalazioni e gli altrettanti appelli, l’Asl provinciale “si ostina a non riaprire il servizio nelle ore notturne dei sette comuni citati”, così come “permane il silenzio da parte della direzione generale dell’azienda e dei suoi dirigenti”.

“Dopo la segnalazione alla Procura della Repubblica di Latina – informa Brugnola – partirà oggi anche una segnalazione alla Corte dei Conti del Lazio”.

Sembra, tuttavia, che “il Ministero della Salute abbia già rivolto una richiesta di chiarimenti alla Regione Lazio”.


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