LATINA – Sei anni senza Daniele Nardi: il ricordo dell’alpinista setino e dell’ultima tragica scalata sul Nanga Parbat. Sono passati esattamente sei anni da quel 2019, quando l’alpinista di Sezze Daniele Nardi affrontava per la quinta volta l’inverno sul Nanga Parbat, con l’obiettivo di realizzare la prima ascesa dello Sperone Mummery, una via storica mai scalata fino alla vetta. Con lui, il britannico Tom Ballard, considerato una delle promesse più brillanti dell’alpinismo internazionale.

La spedizione partì con un team più numeroso, includendo anche i pakistani Karim Hayat e Rahmat Ullah Baig, ma ben presto il maltempo e le condizioni estreme ridussero il numero dei partecipanti. Solo Nardi e Ballard decisero di continuare fino alla fine.

Un’avanzata difficile tra maltempo e rinunce

I due alpinisti raggiunsero il Campo Base il 29 dicembre 2018 e, nelle settimane successive, installarono tre campi in quota a 4.700, 5.200 e 5.700 metri. La spedizione sembrava procedere bene, ma il maltempo rese tutto più complicato: intense nevicate resero la scalata estremamente rischiosa e portarono al ritiro degli altri membri del team.

Nonostante la perdita dei campi in alta quota e il rischio di dover abbandonare la scalata, Nardi e Ballard ottennero un’estensione del permesso e riuscirono a organizzare un nuovo rifornimento di provviste.

L’ultima salita verso lo Sperone Mummery

Il 22 febbraio 2019, con una finestra di bel tempo, i due alpinisti decisero di tentare l’ascensione. Partiti dal Campo Base (4.200 m), raggiunsero rapidamente Campo 2 (5.200 m), grazie alle buone condizioni fisiche. Il giorno seguente proseguirono fino a Campo 3 (5.700 m), che dovettero ricostruire da zero, dato che era stato distrutto dal maltempo.


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