Un incontro davvero piacevole in piazzetta a Ponza la vigilia di Pasqua. Ero in contatto da qualche mese con la professoressa Roberta Bernazza, insegnante di lingua inglese a Milano.
Dopo aver girato mezzo mondo, è tornata in Italia, ha deciso di laurearsi anche in storia. Io mia moglie Ketty abbiamo conosciuto una persona colta e deliziosa, arrivata sull’isola per incontrarci dopo qualche telefonata interlocutoria. L’insegnante è subito rimasta incantata davanti alla bellezza di Ponza, luogo incantato che non conosceva. Poi abbiamo parlato a lungo del tema previsto: il mio libro “Il Mistero di Ponza, la morte del minatore Luigi Feola”. La sua tesi di laurea sarà basata proprio sulla pubblicazione, editata nel 2017. Ho scoperto piacevolmente sul sito internet Ponza Racconta una recensione del dottor Silverio Lamonica, ex sindaco e direttore didattico, un intellettuale che stimo. Ha scritto l’amico Silverio: ”In questo lavoro, l’autore si mostra il giornalista di razza qual è, proprio perché ama l’indagine minuziosa non solo dei testi, ma privilegia altresì riportare fedelmente i fatti che emergono dalla memoria collettiva. In questo modo Iannuccelli, sulla scia di Tricoli, Sandolo, Prudente, Corvisieri e altri studiosi, ci mostra uno spaccato molto interessante ed approfondito della società ponzese tra la seconda metà dell’ottocento e i primi decenni del novecento, quando la miseria dilagante e la prevaricazione di alcuni “notabili” spinse tanti nostri concittadini ad emigrare, nella disperata ricerca di un mondo migliore. Salvo poi a trovare nella così detta “terra promessa” altre forme di sfruttamento, non meno aberranti, come accadde purtroppo anche a Luigi Feola. La tragica fine nella miniera di Monongah, West Virginia, nel 1907 del nostro povero concittadino è ampiamente descritta e documentata, ed è messa in tutta evidenza la truffa che subirono la vedova e i figli, ai quali non arrivò un cent del generoso risarcimento di oltre mille dollari, stabilito dai proprietari della miniera e da un’associazione umanitaria”.
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