Latina – La passione politica non lo ha abbandonato, nonostante ne sia rimasto vittima. E neanche la voglia di lavorare per la propria città. In questi giorni Vincenzo Zaccheo sta riannodando i fili interrotti in quel lontano giorno di aprile in cui, essendosi dimessi tutti i consiglieri comunali, decadde automaticamente dalla carica di primo cittadino. Con la sentenza a suo favore, è arrivato il momento in cui può guardare tutti negli occhi, senza ombre: “ho aspettato pazientemente che la verità venisse fuori. Ero ben cosciente che sarebbe andata a finire così. Sono stato espulso dalla politica, a tradimento. Un tradimento che ha fatto male alla mia città e alle mie figlie, prima che a me. Mi hanno tolto la ragione di vita e l’entusiasmo con cui mi sono sempre battuto. Quegli anni non me li restituisce nessuno. Sono stato male e i certificati medici lo attestano. Però non capisco il motivo per cui, sottolinea con rammarico, chi ha governato Latina dopo di me abbia buttato a mare tutti i miei progetti”. Lo sollecito a raccontare la solitudine dell’uomo e non del politico. E risponde di gesti di amicizia a cui sarà sempre grato. Alcune persone, neanche della sua parte politica, “veri amici”, sottolinea, “mi venivano a prendere a casa, dove io mi ero rifugiato, per portarmi a fare una passeggiata, fuori da Latina. Ho sempre evitato in questo periodo anche i ristoranti del capoluogo, per non creare difficoltà agli altri”, racconta con un certo pudore.
E’ un Vincenzo Zaccheo colpito, ma non affondato. Ama così tanto tutto quello che ha fatto, che fatichi a tenerlo in riga. Già al telefono per concordare l’intervista, mi aveva detto, “ lei conosce la storia della mia vita?” E senza aspettare la risposta mi anticipa la sua dolorosa storia personale…la perdita precoce dei genitori e del fratello…e la scelta politica fatta in nome del fratello morto. Tenta anche di parlare della crisi dei partiti, dei politici di una volta, che si rispettavano tutti…io conoscevo bene l’on. Aldo D’Alessio, mi fa sorprendendomi. Anche se lui era del Pci, ci rispettavamo pur non avendo le stesse idee. Onorevole non anticipiamo tutto al telefono, gli dico, e vediamoci presto. E così è stato. E’ una persona di parola e molto attenta.
Onorevole, nella sua recente conferenza stampa, lei ha detto che la città ha bisogno di rigenerarsi sul piano politico e che i partiti devono dare un impulso forte per far crescere una nuova classe dirigente. E’ così?
Si è così. Anche se oggi però assistiamo a un default dei partiti. Alla fine di quello che era un modello-partito, fucina di tante generazioni. Io sono un uomo che ha vissuto le lontane esperienze degli anni ’60. Anni di grande passione politica, di scontri (anche fisici, aggiunge). Ho vissuto il ’68. A quell’epoca la contrapposizione di natura ideologica era molto forte. Piano piano però con i protagonisti dell’epoca, questa si è trasformata in un civile confronto democratico. Proprio l’altro giorno ho incontrato moglie e marito di ex Lotta Continua. Mi hanno fermato e mi hanno detto…Vincè ci manchi.
In questo scenario politico, dove i partiti, come dice lei, sono in forte crisi, si riconosce in qualcuno o in qualcosa?
Mi consideri nostalgico o retrò o antesignano, ma io non posso riconoscermi in partiti autoreferenziali. Come dicevo il modello partito non esiste più, perchè sono venute meno tutte quelle liturgie importanti e necessarie per il suo funzionamento….congressi, elezioni, militanza, incarichi di segreteria. Insomma questo modello di partito non esiste più. E questo riguarda tutti i soggetti politici. I partiti servono. Sono importanti per una vera democrazia. A lei risulta che esistano?
Due battute sui suoi progetti lasciati incompiuti. Terme, Piano Regolatore, Intermodale, Concorso di idee per la marina, Porto, ex Icos, Metro leggera (anche se fino al 15 di maggio ha detto che non potrà parlare di metro, Ipogeo etc), la mare-monti e l’Università. Da cosa iniziamo?
Cominciamo dal Piano Regolatore, che venne bocciato dal Tar e Cervellati, disse che lui non avrebbe messo più mano a un piano bocciato. E quindi finì lì. La mare-monti, opera strategica inserita nel Piano Piccinato del ’72. Se nei 48 anni prima di me, nessuno è mai riuscito a realizzarla a causa delle poche risorse del Comune di Latina, vuol dire che nessuno la potrà mai fare, se non verrà finanziata dallo Stato o dalla Regione.
Terme. Se fosse decollato il termalismo, parlo degli anni 50 e oltre, quando lo Stato pagava le terme ai dipendenti pubblici, lo scempio non ci sarebbe mai stato. Oggi con le poche risorse economiche che ci sono, una famiglia ci pensa bene prima di spendere soldi per una settimana alle terme e non al mare. Tanto per dire.
L’area terme, non potrà svilupparsi senza prestare un occhio attento alla marina. Il mio concorso di idee univa tutto, cercando di armonizzare tutta l’area del termalismo fino all’Astura. Tutto deve essere riqualificato. E dentro c’è anche il porto, che Zingaretti ora vorrebbe fare.
Veniamo all’Università. Sa dove voleva aprirla la Democrazia Cristiana? Al Ciapi, sulla strada della stazione. Io invece la voglio e l’ho sempre voluta in centro. A palazzo M, possibilmente. All’epoca firmai un protocollo con la Guardia di Finanza perchè si trasferisse all’ex Icos acquistato all’asta e lasciasse quindi libero il palazzo del centro. Va ripensato il nucleo di fondazione e rianimate le piazze. Certo l’università a palazzo M presuppone una revisione del piano urbano del traffico, del piano sosta e dei parcheggi sotterranei. E di tutta la zona pedonale. Immagini gli studenti in centro. Immagini 3,4mila studenti vivere e muoversi nel cuore della città. In bici. A piedi. Immagini la nostra città come le migliori dell’Umbria e del centro Italia. Senza pensare poi che queste premesse cambierebbero la tabella merceologica della città, perchè l’Università così posizionata, sarebbe come una piccola Cassa del Mezzogiorno
“Sono stato un grande sognatore”disse Finestra, accomiatandosi e passando la palla a lei. Anche lei lo è stato? E se ridiventasse sindaco da dove ripartirebbe? Mi dica due o tre punti
Chiusura del ciclo dei rifiuti. Siamo diventati da 50 anni la pattumiera della provincia. Bisogna invertire la rotta. Serve costruire i termovalorizzatori. E sa perchè? Perchè con questi impianti, si riducono le discariche e si favorisce il rispetto dell’ambiente, evitando l’inquinamento di falde acquifere e terreni. Questo genere di impianti riduce di molto l’intrusione della malavita nel tessuto sociale e riduce anche le tentazioni di corruzione per i politici.
Il secondo punto è lo sviluppo armonico della marina in un sistema di portualità e lotta alle aree degradate e abusive con il coinvolgimento dei legittimi proprietari.
E poi c’è il problema della centrale nucleare. Io insieme agli altri sindaci di città dove insistono servitù di questo tipo abbiamo dato vita all’Ancin (Associazione Nazionale Comuni Italiani Nuclearizzati) e ci siamo attivati per usfuruire del cosiddetto “ristoro nucleare”, soldi che la città dovrebbe poter spendere.
E poi, e lo ripeto ancora una volta, fondamentale è l’Università in centro.
Nel 2009, con il 65% dei consensi, lei risultò al terzo posto nella classifica di Monitor Città relativamente ai sindaci d’Italia. Veniva subito dopo Chiamparino, tanto per intenderci. Consensi ovviamente congelati in questi anni. Sicuramente però avrà avuto modo di capire in questi giorni se è ancora così. Insomma la gente la ama ancora?
Non so misurare il consenso se non come affetto e calore dei cittadini. Se è così, allora sì. La gente mi ama ancora e mi amava anche prima, a prescindere dalla sentenza. Non ho mai tagliato i rapporti con le persone, tanto che anche in questo periodo sono stato sempre a disposizione di tutti.
Ci spieghi come si diventa popolari e anche amati.
Non ho mai pensato che fare azione politica debba portare dei consensi elettorali. Io ai salotti ho sempre privilegiato i quartieri. Se ora c’è disaffezione per la politica è perchè mancano le persone di riferimento.
Veniamo a Coletta, se dovesse dargli un consiglio cosa gli direbbe?
Coletta non ha bisogno dei miei consigli. Una cosa però gliela voglio dire: anziché chiudersi a riccio nel suo cerchio magico, scelga le persone migliori che sono in questa città. Io all’epoca feci assessore Rosolini, che era stato segretario del Psi e Lazzaro, alto dirigente del Pd locale. Ancora oggi li ringrazio per questa loro collaborazione.
Come diceva Gaber…libertà è partecipazione. Lei pensa che i cittadini di Latina debbano partecipare di più alle decisioni della città?
Io ho sempre prestato molta attenzione ai cittadini. Alle loro esigenze e ai loro bisogni. E li ho sempre ascoltati. Io di notte facevo sempre molto tardi perchè incontravo tanta gente. E sono stato sempre anche molto attento a quello che diceva e chiedeva l’opposizione.
Latina è da sempre carente di infrastrutture non solo stradali ma anche digitali. Ha una ricetta per risolvere questo gap?
Io sto diventando tecnologico in questi giorni, dice alludendo alla sua recente iscrizione su facebook. Ma sono pronto a valutare un progetto di digitalizzazione. Ho già incontrato degli esperti… ma aspettiamo il 15 maggio.
Onorevole questa è una notizia. Quindi sta pensando di tornare?
Zaccheo glissa e precisa…
Quando la Meloni mi chiamò per un aiuto, le dissi che il centro destra deve liberarsi di alcune tossine. Mi riferivo alle cronache giudiziarie e alle inchieste giornalistiche. Questo è il primo problema. Il secondo è, ed è importante anch’esso: se il centro destra si unisce, lo fa su cosa? Su un programma? Su un progetto? O su una spartizione?
News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.



















