La sentenza alla fine è arrivata tra pianti e sguardi nel vuoto. Dall’India sono giunti i genitori di Satnam Singh. Resteranno qui per qualche giorno. La madre di Satnam, mentre stavano parlando le difese, ad un certo punto ha iniziato a piangere a dirotto. Il legale si è fermato. Lo sguardo era quello di una donna che sembrava cercare nel vuoto gli occhi del figlio. Era il 17 giugno del 2024 quando Satnam ebbe l’incidente sul lavoro e Antonello Lovato mise l’arto in una cassetta della frutta.
L’avvocato Gianni Lauretti, parte civile nel processo ha commentanto : «Questa sentenza è un atto di giustizia, l’imputazione molto grave è stata confermata dalla Corte d’Assise – ha detto l’avvocato Lauretti ai cronisti all’uscita del Tribunale – c’è stato quello che aspettavamo. Soni è stata riconosciuta come convivente e avente diritto al risarcimento del danno, ha ottenuto la provvisionale più alta rispetto ai genitori e ai fratelli di Satnam». Ha avuto una crisi di nervi alla fine. Dopo tante udienze ha resistito, ma poi è scoppiata in un pianto. «Il suo futuro sarà in Italia, ha imparato bene la lingua e non ha intenzione di tornare in India, con la sorella ha ricostruito il suo nucleo familiare e resterà qui». Al termine dell’udienza ha concesso una breve dichiarazione il Procuratore Aggiunto, Luigia Spinelli che ha rappresentato l’accusa e che ieri aveva replicato alle arringhe della difesa: «La giustizia oggi si è espressa», ha detto ai cronisti.
Una volta depositate le motivazioni della sentenza fra 90 giorni, gli avvocati Mario Antinucci e Stefano Perotti che assistono Antonello Lovato andranno in Appello.
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