LATINA – Nell’anniversario della strage di Bologna, con il nuovo governo pronto a descretare molti documenti per cercare di far definitivamente luce sulle responsabilità definitive del peggior atto di terrorismo mai avvenuto nel nostro paese, torna d’attualità il film ‘Bologna 2 Agosto – I giorni della Collera’ prodotto tra gli altri dall’imprenditore pontino Virginio Moro.

La pellicola, prima ricostruzione cinematografica della strage, prodotta e distribuita da Virginio Moro per la Telecomp Planet Film Production, descrive con grande nitidezza il contesto in cui si inserì la bomba alla stazione di Bologna, fatta esplodere dopo dieci anni di storia, tra il 1970 e il 1980, costellati di attentati, uccisioni, massacri, rapimenti e rivendicazioni. Gli anni delle bombe a Milano, di Piazza Fontana, del sequestro del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro. Anni bui, spiega la produzione in una nota d’accompagnamento alla pellicola, “un’atmosfera di terrore e di follia generata dalla violenza, e sullo sfondo gruppi di estrema destra che incrociarono la strada della malavita romana, della Loggia massonica P2, dei servizi segreti deviati”. Dei cosiddetti anni di piombo, il 1980 fu quello con più vittime, e il motivo di tale primato fu proprio “la strage più efferata messa in atto in Italia dal dopoguerra”: l’ordigno che alle 10.25 di una mattina d’estate fece tremare Bologna, lasciando dietro di sé “una ferita tuttora aperta”.

“Bologna 2 agosto, i giorni della collera”, che vede la partecipazione di Martina Colombari e Lorenzo Flaherty, racconta la storia di un gruppo di ragazzi di destra che si dissociarono dall’Msi per fondare il gruppo armato Nar, i Nuclei armati rivoluzionari, e diventare, successivamente, protagonisti di una lunga serie di fatti efferati. “Le loro azioni delittuose, eseguite tutte a volto scoperto, vengono notate dai servizi segreti deviati che in seguito le utilizzeranno per destabilizzare lo Stato. Uccisioni, rapine, pestaggi saranno all’ordine del giorno. Queste azioni non hanno nessuna logica politica, tanto da essere identificate in seguito come ‘spontaneismo armato’, messo in atto da gruppi giovanili di estrema destra che intendevano passare alla storia come rivoluzionari contro uno Stato democratico e antifascista”.


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