É stato un onore lavorare al tuo fianco. Il più bel regalo che il Movimento ha fatto all’Italia. Tornerai a Chigi molto presto. Grazie!
Con queste parole l’Onorevole Francesco Berti ha salutato su Facebook il Premier uscente Giuseppe Conte, riscuotendo un enorme consenso.
Abbiamo raggiunto Berti ai nostri microfoni, per chiedergli un commento a caldo sul post giuramento del governo Draghi e sul suo futuro contributo come rappresentate del territorio livornese nel prossimo futuro.

On. oggi ha giurato l’esecutivo guidato da Mario Draghi, cosa ne pensa?
Come ho scritto e detto sono stato fin da subito contrario a questo governo, credo che il lavoro di Conte sia encomiabile, gli italiani avrebbero voluto ancora Giuseppe a Palazzo Chigi. Però il Movimento si è espresso in maniera difforme dal mio pensiero, è proprio questo il bello della democrazia. Chi non ha capito il voto che abbiamo espresso pochi giorni fa, non ha capito che è la rappresentazione dell’essenza del Movimento. Gli elettori si sono espressi e io reputo meraviglioso poter supportare la loro volontà, anche se diversa dalla mia, è la democrazia digitale. Adesso pancia a terra per sostenere questo esecutivo e il suo lavoro.
Cosa cercherà di mettere in luce nell’uso del Recovery Fund sul territorio?
Sarà fondamentale, su tutto, lavorare sul metodo di utilizzo del Recovery. In Toscana serve attenzione particolare ai collegamenti fra la costa e l’interno, sarà mia cura impegnarmi su questo aspetto. Bisogna essere coscienti che le opere del Recovery devono essere concluse entro il 2026, quindi non si potrà mirare ad opere mastodontiche, ma ci sono i margini per opere strategiche e fondamentali.
Quindi sosterrà senza condizioni il governo Draghi…
Il presidente Mattarella ha sottolineato come: “Questo governo non si deve riconoscere in nessuna formula politica”.
La maggior parte dei cittadini, io compreso, si sentono rappresentati e garantiti dal presidente Sergio Mattarella, non si può avere fiducia solo quando ci fa comodo, dobbiamo ascoltarlo. Inoltre noto che di tutti i ministri 15 sono politici e 8 tecnici, non si tratta dunque di un vero governo tecnico, ma più politico. Basti pensare che il Ministero del Lavoro e quello degli Esteri, ministeri fondamentali, sono di carattere politico (Andrea Orlando del PD, Luigi Di Maio M5s, n.d.r).
Si tratta di uno dei governi più ampi di sempre, le forze politiche coinvolte sono tante e di natura intrinsecamente diversa, non ha paura che questo leda il lavoro dell’esecutivo?
Credo di no, lavoreremo sui temi, come detto dallo stesso Mattarella. Con questo incarico ha voluto che il governo Draghi non avesse schieramento politico ma mettese insieme i cittadini. Un governo di unità nazionale. Non è il momento di fare i politologi e rimarcare le distanze, si lavorerà sui temi, su tutti il Recovery, la campagna vaccinale e i ristori. Ciò che un po’ mi preoccupa è il rischio che si perda tempo a formare gli staff e far ripartire i lavori dei ministeri. Ciò che mi rassicura è che alcuni ministri fondamentali sono stati riconfermati sulla scia di una continuità con il Conte bis.
C’è una cosa che più di altre le piace di questo esecutivo?
Senza dubbio il ministero della transizione ecologica, una battaglia storica del Movimento che sta diventando un pilastro della Repubblica. Inoltre Cingolani è una persona competente, un fisico che sarà senz’altro in grado di fare grandi cose.
A tal proposito ricordiamo il grande lavoro che sta svolgendo a Rosignano per la questione Solvay…
Una priorità assoluta per la quale non mi fermerò, pochi giorni fa sono stato a Rosignano Solvay per un sopralluogo. Non un passo indietro, stop dello scarico in mare e bonifica a carico dell’azienda, vogliamo farlo e questo è il momento esatto.
Poi L’On. Berti ci spiega come spera che i tecnici siano in grado di mitigare la tendenza politica di frammentazione della spesa pubblica, territorialmente ma soprattutto fra categorie. Questo per evitare che la spesa pubblica possa diventare un metodo per accaparrarsi i consensi, ma che invece possa essere spesa intelligentemente.
Onorevole, vogliamo concludere provando a selezionare tre opere che si prenderà a cuore affinché vengano realizzate con il Recovery?
Non è facile, ma ci sono tre cose che ai miei concittadini stanno più a cuore:
Il lotto zero: difficile, forse utopistico, ma sul quale non intendo arretrare di un centimetro e sul quale mi batterò perché veda la luce.
Uffizi al mare: il sogno avviato da Filippo Nogarin e ripreso con entusiasmo da Giani e dal direttore degli Uffizi. Per questo ringrazio infinitamente l’associazione Reset, che senza colore politico lavora da anni in maniera volontaria per rivalorizzare le Terme e tutta la zona stazione, abbandonata per troppi anni dalla politica.
Infine vorrei lavorare sull’impiantistica dei rifiuti: un netto no al gassificatore Eni a Livorno e la pianificazione di un’alternativa seria al ciclo dei rifiuti, affinché non si facciano confluire tutti i rifiuti toscani in città.
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