MINTURNO – un pusher 36enne di Castel Volturno, è stato rinviato a giudizio immediato per maltrattamenti nei confronti della moglie incinta e in presenza dei due figli piccoli. La decisione è stata presa dal gip del Tribunale di Cassino, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Flavio Ricci. La vicenda risale al 2019, quando la moglie dell’umo, assistita dall’avvocato Fiorentina Orefice, decise di separarsi da lui.
Maltrattamenti, minacce e violenze
Secondo le indagini, l’imputato non avrebbe accettato la separazione e avrebbe iniziato a maltrattare la moglie, ingiuriandola e minacciandola di morte. In diverse occasioni, anche in presenza dei figli, la donna è stata aggredita fisicamente e minacciata di subire un aborto con pugni al ventre. L’uomo avrebbe inoltre abusato della sua fama legata al cognome di famiglia, riferendosi a sé come una persona temuta anche durante i dieci anni di carcere scontati.
Il giorno dell’arresto
Nel Capodanno 2023, avrebber aggredito brutalmente la moglie, colpendola con calci e pugni sulle gambe e sui fianchi. L’episodio culminò con una minaccia di morte sotto casa della donna a Minturno, che portò all’arresto del 36enne nel luglio 2024.
Accuse gravi e risvolti legali
Il processo sarà un’importante occasione per fare luce su una serie di violenze familiari che si sarebbero protratte per anni. La donna, ora separata e assistita legalmente, ha avuto il coraggio di denunciare, mettendo fine a una terribile spirale di abusi.
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