LATINA – Si è svolto ieri pomeriggio, nella sede di Latina della facoltà di Economia dell’università Sapienza di Roma, il convegno dedicato alle ultime novità del decreto correttivo al codice dei contratti pubblici, organizzato da Ance Latina.

Un tema «fondamentale», come ribadito dal presidente Pierantonio Paluzzi: «Con il correttivo entrato in vigore dal primo gennaio, infatti, era importante un incontro su ciò che andrà a modificare il codice. Questo perché il legislatore si “diverte” a modificare le regole del gioco, e quindi noi dobbiamo aggiornarci rispetto a come gli operatori del mercato devono comportarsi». Palluzzi, tuttavia, non ha nascosto che i nuovi correttivi «rallentano l’attività, perché ogni volta che c’è una modifica normativa noi dobbiamo riaggiornare tutte le organizzazioni aziendali interne. È chiaro che un’impresa ben strutturata lo è in virtù di ciò che prevede la norma: nel momento in cui ogni anno e mezzo viene modificata, di conseguenza, l’impresa deve fare lo stesso. Per noi è un appesantimento non da poco».

«È importante approfondire queste tematiche, soprattutto per le modifiche tecniche inserite con l’ultimo correttivo – gli ha fatto eco il prefetto di Latina Vittoria Ciaramella -. A differenza dei codici degli anni scorsi, questo sembrava un codice degli appalti nato per non avere modifiche e già direttamente operativo. Purtroppo, nel corso del tempo, è stato necessario apportare dei correttivi, con un nuovo paradigma sul principio del risultato e della fiducia. Una scelta del Governo per velocizzare i tempi degli appalti, soprattutto sulla base del Pnrr e dei tempi ristretti di esecuzione dei lavori, accelerando le procedure e digitalizzandole».

Del Pnrr ha parlato anche Paluzzi, spiegando quanto Ance Latina sia molto preoccupata da un fattore: «Oggi sta dando nuovo lavoro ed economia alle imprese e ai lavoratori. A meno di proroghe, tuttavia, nel 2026 terminerà, e il problema sarà allora. A partire dal 2020, infatti, il settore dell’edilizia è stato quello trainante dell’economia italiana: nel 2027 rischiamo dunque uno stallo». Il desiderio di Palluzzi è che il legislatore faccia «delle politiche economiche che possano sostenere l’uscita dal Pnrr attraverso una transizione che sostenga la nostra economia. Come? Attraverso la semplificazione normativa, soprattutto per quanto riguarda il comparto privato».


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.