Il monumento ai reduci e ai caduti del Vietnam inaugurato recentemente presso la Abraham Lincoln High School di Los Angeles

LATINA – Un monumento che unisce Latina a Los Angeles grazie all’Ingegner Elio Chiavetta del Medical Pontino. In questo periodo, gli Stati Uniti d’America sono stati al centro delle cronache mondiali per due eventi di grande rilievo: da un lato, linsediamento del nuovo presidente Usa, Donald Trump, che ha giurato poco tempo fa promettendo un nuovo inizio per la sua nazione e sta già ridisegnando gli equilibri geopolitici mondiali; dallaltro, lemergenza appena rientrata degli incendi devastanti che hanno colpito la California del sud, la zona costiera e lhinterland di Los Angeles, lasciando decine di migliaia di famiglie senza casa con danni che superano i 300 miliardi di dollari. Una cifra enorme per la ricostruzione, che ricorda quella del Piano Marshall, il programma che dopo la Seconda Guerra Mondiale servì a ricostruire l’Europa.

Nel suo discorso inaugurale, Trump ha dichiarato: “Saremo una nazione forte, unita e pronta a rialzarsi”. Parole che risuonano come un invito alla speranza, alla resilienza e alla capacità di affrontare le avversità. Questa stessa forza e determinazione trovano eco nei simboli del passato, che non solo raccontano storie di coraggio, ma offrono ispirazione per un futuro migliore.

Il particolare del monumento ai caduti e ai reduci del Vietanam dove viene citato anche l’Ingegner Elio Chiavetta

Tra questi simboli, spicca il monumento inaugurato negli ultimi tempi presso la Abraham Lincoln High School di Los Angeles, un tributo che racconta come il coraggio e la memoria storica possano guidare intere generazioni verso un domani migliore. Questo monumento, dedicato agli ex alunni che hanno combattuto nella guerra del Vietnam, non è solo un omaggio ai caduti e ai veterani, ma anche un messaggio di speranza e solidarietà che continua a ispirare la comunità locale. Proprio come il Piano Marshall rappresentò la rinascita dellEuropa nel dopoguerra, questo tributo dimostra che anche nei momenti più difficili è possibile trovare la forza di ricostruire, uniti dai valori della memoria e del sacrificio.

L’Ingegner Elio Chiavetta nel suo ufficio a Latina

Un monumento che racconta storie di coraggio e sacrificio

Un momento dell’addestramento prima della partenza per il Vietnam

Nella Abraham Lincoln High School, uno degli istituti più storici di Los Angeles, c’è infatti un monumento che racconta storie di coraggio e sacrificio: quello dedicato agli ex alunni che hanno combattuto nella guerra del Vietnam. Questo tributo, eretto per onorare i veterani e i caduti, è un simbolo di memoria e rispetto per chi ha servito la nazione, spesso sacrificando la propria vita. La dedica recita: Per Onorare i coraggiosi uomini e donne che con il loro servizio danno vita al nostro dono più prezioso: La LIBERTÀ”.

La scuola, situata nel cuore del distretto di Lincoln Heights e circondata da comunità come Chinatown, El Sereno e Cypress Park, è molto più di un semplice istituto scolastico. Fondata come una delle prime scuole superiori pubbliche in California, la Lincoln High School rappresenta un luogo di crescita, inclusione e radicamento culturale per i suoi studenti, provenienti da ogni angolo della città e da famiglie delle etnie più disparate.

Un legame profondo con la memoria storica

L’Ingegner Elio Chiavetta durante il suo servizio presso la Us Air Force

Il monumento ai caduti e ai veterani del Vietnam è diventato un punto di riferimento, non solo per gli alunni, ma per tutta la comunità di Los Angeles. È un’opera che parla del passato, ma guarda anche al futuro, ricordando alle nuove generazioni il valore del servizio e del sacrificio. Tra i nomi incisi sul monumento, è chiaramente visibile quello di Elio Chiavetta ‘S62 USAF, un ex studente che ha saputo trasformare il suo servizio militare in un percorso di vita dedicato al progresso e alla solidarietà. La ‘S62’ indica la data del diploma, estate 1962, mentre USAF sta per United States Air Force, l’Aeronautica Militare statunitense, nella quale l’ingegnere Chiavetta a suo tempo prestò servizio durante il periodo delle ostilità fra gli Stati Uniti e il Vietnam.

Elio Chiavetta: una vita tra Stati Uniti e Italia

Una veduta panoramica della Base USAF del 1966

La storia di Elio Chiavetta è un esempio straordinario di come un uomo abbia saputo unire due mondi. Nato a Fiume, quando era ancora territorio italiano, si trasferì con i genitori ancora giovanissimo negli Stati Uniti. Cresciuto a Los Angeles, dove ha frequentato la Abraham Lincoln High School, si è arruolato nella US Air Force durante la guerra del Vietnam, servendo dal 1965 al 1971 e congedandosi con onore. Durante il suo servizio nelle Forze Armate americane, Elio Chiavetta ottenne il nulla osta di sicurezza di livello Top Secret, essenziale per lavorare su linee di comunicazione segrete nelle trasmissioni militari statunitensi classificate, a riprova della sua affidabilità e integrità in conformità agli standard di intelligence statunitensi.

L'ingegner Elio Chiavetta in Italia
Chiavetta Elio Aeronautica USA 1967

Dopo il servizio militare, nel 1973, Elio Chiavetta trasferì le sue competenze in Italia, avviando una lunga e distinta carriera nella NATO Communications and Information Systems School (NCISS) di Latina, dove ha lavorato fino al suo pensionamento nel 2007. Durante i suoi 34 anni di onorata carriera nella NATO, l’ingegnere Chiavetta ha ricevuto numerosi riconoscimenti, ricoprendo ruoli cruciali quali: Head of Training Branch, Chief Technical Advisor/Chief Engineer, operando con il nulla osta di sicurezza COSMIC Top Secret, il più alto livello di sicurezza internazionale NATO nell’ambito dell’intelligence delle Forze Alleate.

Un esempio di solidarietà concreta

Ma il suo impegno non si fermato lì. L’ingegnere Chiavetta rappresenta oggi il Medical Pontino, un centro di analisi cliniche e diagnostiche riconosciuto come eccellenza in tutta la provincia di Latina e nel Lazio. Oltre a garantire servizi sanitari di altissimo livello, ha portato al centro una filosofia molto cara alla cultura americana: il restituire al territorio”, ossia restituire alla comunità parte degli introiti prodotti.

Questa filosofia si traduce in azioni concrete: il Medical Pontino, sotto la guida di Elio Chiavetta, promuove e sostiene iniziative sociali che fanno la differenza. Tra queste spiccano la Banca delle Visite, che offre assistenza sanitaria gratuita a chi ne ha bisogno, e una serie di eventi dedicati alla cittadinanza per sensibilizzare su temi di salute e benessere.

Un ponte tra due mondi

Il nome di Elio Chiavetta sul monumento della Abraham Lincoln High School non è solo un omaggio alla sua giovinezza e al suo servizio militare, ma anche un simbolo di un legame profondo tra Los Angeles e Latina. La sua vita è un esempio di come i valori appresi in un contesto possano essere applicati con successo in un altro, creando benefici per le persone e per il territorio.

In un’epoca in cui il ricordo del passato rischia di perdersi, storie come quella di Elio Chiavetta ci ricordano quanto sia importante non dimenticare, ma soprattutto agire per il bene della comunità, ovunque ci si trovi.

Elio Chiavetta e i Nulla Osta di Segretezza: il racconto di un’esperienza ai vertici della sicurezza internazionale

LATINA – Ingegner Chiavetta, potrebbe spiegare ai nostri lettori il significato e la valenza dei Nulla Osta di Segretezza (NOS) di livello Top Secret e di livello Cosmic Top Secret, che le sono stati riconosciuti durante la sua carriera prima nella US AIR FORCE e poi nella NATO?

Elio Chiavetta: Durante il mio servizio nella US AIR FORCE , il NOS di livello Top Secret era essenziale per accedere a informazioni estremamente sensibili e vitali per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti , poiché tra i miei compiti vi era la gestione e manutenzione delle comunicazioni tra le basi dello Strategic Air Command (SAC) in Iran e il Pentagono in Virginia.

Eravamo nel pieno della Guerra Fredda , ei piani di difesa degli USA prevedevano che i bombardieri B52, con armamenti nucleari a bordo, rimanessero costantemente in volo in prossimità dei confini sovietici . Era fondamentale che i comandi delle basi SAC mantenessero un contatto continuo con i comandi superiori americani in patria in modo tale da potersi scambiare continue informazioni e ordini operativi.

Queste informazioni, estremamente sensibili e segrete , richiedevano che chiunque vi avesse accesso fosse un soggetto ritenuto affidabile e che godesse della massima fiducia nella protezione e nel mantenimento della segretezza di tali dati . Per garantire questa sicurezza, si procedeva con un’approfondita investigazione da parte dell’FBI sulla vita personale, familiare e sociale dell’individuo . Solo dopo risultati estremamente positivi, è stata concessa l’autorizzazione per accedere alle aree critiche dove venivano trattate e conservare le informazioni.

Tali autorizzazioni di sicurezza , rappresentate da vari livelli di NOS , erano strettamente correlate all’importanza e alla sensibilità delle informazioni classificate ; il livello NOS Top Secret rappresentava la massima autorizzazione per l’accesso a queste informazioni fondamentali per la sicurezza nazionale americana .


E riguardo al NOS Cosmic Top Secret?

Elio Chiavetta: In ambito NATO , il NOS Top Secret , anche qui indicante il massimo livello di segretezza , è contraddistinto dal prefisso COSMIC per distinguerlo dai livelli Top Secret nazionali dei vari paesi aderenti al Patto Atlantico .

immagine scaricata dal sito: https://www.nato.int/cps/en/natohq/declassified_138449.htm

L’acronimo COSMIC sta per “Control Of Secret Material in an International Command” e sta ad indicare la natura altamente sensibile sia delle informazioni che dei materiali , quali armamenti o apparecchiature tecnologiche , utilizzati in ambito internazionale nei Comandi Strategici NATO dislocati nel mondo . In relazione a tali informazioni, armamenti e apparecchiature , è necessario un controllo rigorosissimo sulla affidabilità degli operatori che le trattano .

Questo livello di segretezza mi fu riconosciuto quando presi servizio presso la NATO Communication Information System School , in relazione all’attività della scuola in merito all’addestramento del personale militare sui protocolli segreti nelle comunicazioni elettroniche per la NATO .

In quell’ambito mi sono trovato a dover gestire non solo documenti strategici, ma anche le procedure NATO per l’impiego di armi nucleari nonché i sistemi di cifratura delle trasmissioni militari tra i comandi NATO nei Paesi Alleati .

Questo livello di classificazione includeva l’accesso ai piani strategici della NATO sia quinquennali che decennali di importanza transnazionale e, da tutto questo, la necessità che fossi dotato di una autorizzazione di segretezza di livello elevatissimo , finalizzato proprio a certificare la mia affidabilità in merito alla protezione di queste informazioni .