I Rom dall’ex Rossi sud ai nuovi moduli abitativi a Borgo Bainsizza, ma l’opposzione protesta, solo 9 i moduli consegnati. Danni all’ex Rossi sud e la provincia apre un contenzioso

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I moduli abitativi per il nuovo centro di accoglienza multietnico in via Monfalcone, nato accanto al vecchio campo Al Karama, potrebbero essere montati tutti entro il 31 maggio. O almeno, questa è la scadenza ultima fissata dal Comune di Latina nei confronti della ditta, per consegnare gli ultimi due moduli dei nove previsti, quelli da 100 metri quadri per altrettanti nuclei familiari da otto persone. Saranno così trascorsi tre anni, dall’incendio che nel luglio 2022 distrusse il campo Al Karama.

È uno degli elementi emersi dalla commissione Trasparenza, convocata per appurare lo stato dell’arte dei lavori di predisposizione del nuovo campo, dopo i numerosi ritardi accumulati dalla ditta nel montaggio dei moduli. “La zona intorno all’ex campo è ancora piena di rifiuti e dei residui dell’incendio divampato a giugno 2022, solo in parte bonificata” hanno denunciato i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032. “Abbiamo invitato a sollecitare la Regione, che ha la competenza sulla bonifica. Nonostante l’impegno dei dipendenti comunali, la situazione resta grave dal punto di vista igienico-sanitario: infiltrazioni d’acqua, riflussi fognari, allacci elettrici e idrici precari, e perfino lo scuolabus che continua a non fare fermate”.

Secondo quanto emerso dalla relazione del direttore esecutivo del contratto al momento sono state realizzate sette casette, due risultano in fase di completamento e dovranno essere consegnate, secondo gli ultimi termini contrattuali, entro fine mese. “Dei 19 moduli abitativi previsti inizialmente con impegno di 1 milione di euro, ne verranno consegnati solo nove – prosegue l’opposizione – perché alcune famiglie si sono allontanate spontaneamente senza fornire ragioni. Così il progetto perderebbe anche la sua dimensione multietnica originaria, concordata con Prefettura, Regione e associazioni convenzionate. Abbiamo chiesto chiarimenti sui fondi risparmiati e investiti ma senza ottenere risposte. La Provincia ha poi più volte raccomandato al Comune un adeguato controllo, mai effettuato. Ora l’ente di via Costa si prepara ad aprire un contenzioso per i danni derivanti dall’occupazione dell’immobile di sua proprietà”. Inoltre, in base a quanto riportato dal settore Servizi sociali, presso la ex Rossi Sud “si sono insediati anche ospiti non censiti. Lo stesso avviene nel nuovo centro. Il mancato controllo è il sintomo di una gestione fallimentare e al ribasso. Lo stesso regolamento deliberato dal commissario prefettizio prevede solo 4 controlli all’anno”.

Non solo. I consiglieri tornano anche sulla qualità scadente dei lavori effettuati: “Sin dall’inizio del 2024 avevamo segnalato, insieme all’associazione Aifo che si occupa del progetto di scolarizzazione, la bassa qualità degli interventi. Le casette venivano montate pezzo per pezzo in loco, come in un cantiere artigianale, e non si trattava di prefabbricati come previsto dal contratto con la ditta affidataria. Il cronoprogramma parlava di sei mesi e tutto doveva essere pronto per dicembre 2023, come annunciato più volte da sindaca e assessore. Siamo a maggio 2025 e attendiamo ancora le ultime due unità abitative”.


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