Le scrivo in merito all’esercizio del Diritto di voto ed alla possibilità di recarsi a votare in base alle indicazioni fornite dal decreto- legge del 03 gennaio 2006 n.1, convertito con modificazioni dalla legge 27 gennaio 2006 n.22, come modificato dall’art.1 della legge 07 maggio 2009 n.46 e vorrei sottoporre alla Vs attenzione qualche considerazione: Sono figlia di due persone di età compresa tra gli 88 ed i 94 anni, con invalidità in “situazione di gravità” in particolare per il fattore mobilità, portatori di pacemaker e stent. Ora, in base alla predetta legge, con tutte le loro difficoltà, i miei genitori non hanno la possibilità di esercitare il loro diritto di voto a domicilio, non essendo “elettori con disabilità tali che l’allontanamento dalla abitazione in cui dimorano risulti impossibile”, o “in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da macchine elettromedicali tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione”. Personalmente aggiungerei che potrebbero esserci anche altre difficoltà ad uscire da casa e, forse dover fare la fila, o forse no, ma sicuramente in una situazione di forte disagio oltre che deambulatorio, per il quale l’uso della sedia a rotelle e/o del deambulatore si renderebbe necessario, anche di ordine psicologico nel ritrovarsi, non più abituati, in mezzo a tanta gente, che un attento legislatore nel 2025 dovrebbe prevedere. Sottolineo anche che, con gli ultimi dati ISTAT, la popolazione italiana è per la maggior parte composta di anziani e, sono convinta, che nella situazione dei miei genitori di persone ce ne siano tante, per le quali, forse, non ci sono figli amorevoli e presenti a supportarli, persone che da sole non alzerebbero il telefono per richiedere i servizi comunali – peraltro necessari ed encomiabili – di trasporto per andare a votare, e questo specie nelle grandi città, con case alveare dove è anche difficile che ci si conosca e ci si possa aiutare vicendevolmente. Noi possiamo dirci fortunati abitando in una cittadina in cui tutti si conoscono da sempre e devo elogiare il Comune di Sabaudia nella persona del Sindaco A. Mosca, dell’Assessore Sanità e Pari Opportunità A.M. Maracchioni e dell’impiegata dell’ufficio elettorale sig.ra Angelini che sono stati disponibilissimi fin dal primo momento, prospettando tutto ciò che sarebbe servito per avere il servizio del voto domiciliare, ovviamente attenendosi alla legge ma con grande umanità e discrezione e per questo voglio ringraziarli pubblicamente. L’ostacolo è dunque la legge che non va incontro a tutti i cittadini, in questo caso perché troppo restrittiva prendendo in considerazione solo categorie che hanno problematiche urgenti e vitali, che non considera tutto il resto degli aspetti per persone, nel nostro caso oltre gli ottant’anni, con patologie tali che sarebbe meglio offrire loro la possibilità di non muoversi da casa ed esprimere il proprio diritto di voto serenamente. Ovviamente in famiglia abbiamo fatto del nostro meglio per aiutare i miei genitori ad esprimere il proprio parere in questa occasione referendaria, e ci siamo riusciti, ma mi auguro che queste semplici considerazioni da figlia possano aiutare in futuro tanti altri genitori, zii, nonni affetti da patologie, a poter usufruire del voto domiciliare grazie ad opportune modifiche di legge.

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